25 marzo, Annunciazione del Signore. A Viterbo tra storia e tradizioni

È la prima festa di Primavera. La Chiesa cattolica  e la Chiesa ortodossa, celebrano questo evento ogni anno il 25 marzo (per le Chiese ortodosse che usano il calendario giuliano, il 25 marzo corrisponde al 7 aprile del calendario gregoriano).

La liturgia che celebra la solennità dell’Annunciazione del Signore, viene rinviata se coincide con una domenica di Quaresima o altre solennità del tempo pasquale.

L’ Annunciata da Antonello da Messina

Un volto da ragazzina, dalla carnagione olivastra e dai lineamenti raffinati, di una purezza difficile da riscontrare in altre opere d’arte. Sono solo due degli elementi che rendono l’Annunciata di Antonello da Messina, una delle opere più seducenti di tutta la storia dell’arte.

Anche per il mondo contadino era il momento di ringraziare la nuova stagione per i frutti che la terra regalava .

A Viterbo la chiesa delle Fortezze (adiacente le mura e vicino alla porta di San Leonardo)  era anche detta chiesa dell’Annunziata e già dal 1400 si trovano documenti di questo evento.

Era un luogo comodo per allestire la fiera e “parcheggiare” i carri con la merce di natura agricola-pastorale e artigianale.

Infatti, questa sarà la location   fino alla seconda metà del ‘900, poi  il tutto, viene spostato dalle Fortezze alle vie del centro storico.

Ecco che il centro della cittadina (da porta Romana, a porta Fiorentina) si anima di bancarelle. Per noi bambini era l’occasione di rompere il “Cipignolo” o “Dindarolo” e con i nostri soldini andare alla fiera per comprare un giocattolino. E la percorrevamo tutta, senza saltare una bancarella.

Per le bambine, più gettonate erano le bambole, a seguire Topo Gigio; mentre per i maschi le macchinine in particolare le Bugatti, la fionda o il fuciletto con il tappino di sughero…..ma……c’era un rito che non poteva proprio mancare….la fazzolettata !!

Cipignolo e Fazzolettata

Dopo aver fatto un bel giro con i genitori, arrivavano i nonni, in particolare la nonna con il suo fazzoletto grigio a quadri che appoggiava sulle spalle, e ci offriva la “Fiera” cioè, la frutta essiccata .

Non era fiera dell’Annunziata se non si compravano: le noccioline, le mosciarelle, le visciole e le prugne. Non venivano messe nella busta di carta o di plastica, ma nel fazzoletto che nonna legava a doppio nodo.  Noi lo tenevamo come un tesoro !!!