8 marzo, Giornata internazionale della donna: reagire e denunciare

Anche quest’anno siamo arrivati all’8 marzo. È la Giornata internazionale della donna.

Quale donna? Bella domanda, visto quello che succede in giro perché  le donne sono uccise, sono diventate “carne da macello”. Un vero bollettino di guerra.

Quindi l’8 marzo è, sempre di più,  una giornata per ribadire l’importanza della loro presenza nel mondo, nella società. 

Non considerarle,  emarginarle,  eliminarle, porta soltanto alla sterilità.
Lo scopo della donna, come affermato da Papa Francesco nell’omelia a Santa Marta tempo fa “non è quello di lavare i piatti, ma è quello rendere più bello il mondo riempiendolo di amore e tenerezza.” 

Già, quanto hanno fatto, fanno e faranno ancora le donne. Eppure ci ammazzano, ci tagliano a pezzi, ci danno fuoco. Se sopravviviamo, siamo state sfigurate nel volto e nell’anima… Eppure crediamo, troppo ingenuamente, che l’altro non è un mostro, che è solo nervoso e noi con la forza del nostro amore, lo cambiamo, ma  non  è così. 

Basta, basta con questo scempio. Non servono i dati, non sono necessarie le statistiche. Ci ammazzano, ci trucidano. 

Basta, bisogna reagire. Avere il coraggio di de nun cia re, di chiamare il 113, di chiedere aiuto.

“Questo non è amore”, campagna della Polizia di Stato

 In Italia, la Polizia  di Stato, sensibile a questa terribile tematica, da anni   ha indetto una campagna informativa, “Questo non è amore“, con  la quale è scesa in campo a fianco delle donne. In tutte le province italiane si svolgono incontri per invitare le donne a reagire, ad uscire dall’isolamento, grazie al supporto di un’equipe, formata  da personale specializzato della Polizia di Stato. 

E così, ElleMagazine.it, abbraccia virtualmente tutte le donne, quelle che non ci sono più, ma che continuano a vivere nel ricordo, quelle che hanno paura, quelle che ogni giorno arricchiscono la società di armonia ed amore, invitandoLe a denunciare, a reagire.

I versi di William Shakespeare esprimono tutto: 

Per tutte le violenze consumate su di lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le sue ali che avete tarpato,
per tutto questo:
in piedi, signori, davanti ad una Donna!”