84 esima Assemblea Nazionale Avis nell’esperienza di Federico Antonangelo, Capo delegazione

84esima Assemblea Nazionale Avis al PalaCongressi di Riccione, dal titolo “Reti Solidali. Le nuove rotte del volontariato del dono“.
Una tre giorni con oltre 1000 delegati da tutta Italia, per rappresentare un milione e 300 mila donatori di sangue.

Federico Notarangelo, Capo Delegazione Avis Lazio

Molti i giovani, il presente proiettato al futuro, tra i quali  il Capo delegazione Lazio, Federico Antonangelo. Faccia pulita, simpatico  sorriso, alla terza esperienza nel Nazionale, animato dall’entusiasmo e dalla consapevolezza del suo importante incarico, affrontato con impegno e serietà.

Federico Antonangelo, tre giorni a Riccione, tutti insieme al presidente Gianpietro Briola. 
Non sei nuovo, quindi,  a questa esperienza?

Già è  la mia terza Assemblea Nazionale.  La prima è stata a Riva del Garda, in occasione del mio anno di servizio civile presso l’ Avis di Genzano.  La seconda, invece,  a Milano con il rinnovo delle cariche nel primo mandato di Fulvio Vicerè e la terza in questa occasione a Riccione. Questa volta sono Capo delegazione, mentre  le precedenti ero Delegato ufficiale Avis Lazio. Ci tengo a precisare che non è stata una carica voluta, ma è stata proposta e votata.

Delegazione Avis Lazio con il presidente Fulvio Vicerè e il Capo delegazione Federico Antonangelo

Cosa ti resta di questa occasione al Nazionale che, come sottolineato dal presidente Gianpietro Briola, vi vede “Insieme a  piccoli passi, per rendere questa società più accogliente”?

Dr. Gianpietro Briola, presidente Avis Nazionale

È un’ esperienza  positiva, senza ombra di dubbio, perché  la possibilità di essere referente  delle persone partecipanti, mi ha permesso anche di entrare nei meccanismi che prima non conoscevo, od almeno  soltanto dall’esterno. Riconosco di aver vissuto questi giorni in maniera molto più profonda, accurata.
Inoltre,  ho potuto anche conoscere le problematiche che sono adesso  sul campo,  esponendo possibili soluzioni che poi, ovviamente,  sono quelle che abbiamo ottenuto,  nell’ambito della Delegazione Avis Lazio. C’è stata maggiore partecipazione, nonostante non sia stato un incontro tranquillo.

Marco Fioravante, presidente provinciale Avis Latina

Cosa ti ha colpito di questa intensa kermesse Avis?

Il fatto che anche nelle difficoltà, siamo riusciti  a trovare una sintesi. Certo, magari il compromesso è stato complesso, però alla fine l’Avis ha raggiunto il risultato. Non per niente sono 92 anni che esiste.

Il presidente Briola ha affermato che “È proprio chi  dona ad essere il cuore pulsante di Avis, in quanto autore di una scelta spontanea e disinteressata”. Cosa ti senti di dire al Presidente?

Auguro a Gianpietro Briola un buon lavoro, ringraziandolo per il suo prezioso contributo. La sua  è una presidenza diciamo sofferta, che è iniziata da una difficoltà. Credo però, che alla fine il Consiglio abbia saputo trovare una persona,  la persona giusta al momento giusto. Non lo conosco personalmente, ma quello che ho potuto apprezzare, anche in assemblea regionale ultimamente,  è che è un presidente solido e consapevole del suo ruolo, ed anche pragmatico.

Sono tutte le caratteristiche che in questo momento portano l’Avis verso  la direzione giusta, proprio in questo particolare contesto storico.