Francesco Piccerillo invita tutte le Associazioni a cooperare per aiutare i Fibromialgialci

Riceviamo e pubblichiamo da Francesco Piccerillo, presidente dell’Associazione Fibromialgici “Libellula Libera” 

Gentilissimi Presidenti,
mi chiamo Francesco PICCERILLO e sono il Presidente dell’Associazione
Fibromialgici “Libellula Libera“. La lettera con la quale mi rivolgo è per suscitare in voi, che rappresentate i malati Fibromialgici,
una seria riflessione su quello che è ormai un concetto consolidato nel mondo del volontariato e che è stato richiesto e sollecitato moltissime volte alle lstituzioni:
“Collaborare insieme per rendere vìsibile ciò che è ancora invisibile”.

Carissimi Presidenti, questa frase non è  uno
slogan pubblicitario, ma purtroppo è un grido di aiuto che proviene da più di 2 milioni di persone, affette da questa tremenda patologia.

La richiesta continua ed incessante  è quella di sperimentare una collaborazione fra Associazioni che si interessono di persone
affette da fibromialgia. Queste collaborazioni devono, sia attraverso finalità e progettazioni condivise, sia con  rapporti specifici nel rispetto delle identità, dare quelle risposte concrete ai soci, che hanno sempre
più necessità di certezze, per lo complessità
della loro malattia.

Siamo sicuramente tutti convinti, che l’associazionismo rappresenti
essenzialmente la presa d’atto coraggiosa e che uniti si è più forti sia a livello locale, che a livello nazionale.
Pensate  a  tante Associazioni che  si coalizzano e convergono sui reali bisogni
dei malati. Pensate a quanto potremmo essere più  forti nelle lotte, per ottenere il riconoscimento della malattia.

Il dibattito, il confronto e magari anche lo scontro tra diverse realtà, porta
sempre ad un arricchimento di esperienze utili per le finalità statutarie. Seppur cosciente, che tale auspicabile collaborazione
rappresenti un sogno, un’utopia, sono fiducioso nelle qualità umane di
ciascuno di voi. Se le Associazioni di volantariato seguono questi percorsi tutte unite, potranno più facilmente raggiungere gli obiettivi. Se, invece, ci facciamo condizionare dalle prime difficoltà,  ci fermiamo
solamente alla realtà quotidiana, che è sicuramente difficile, mentre la costruzione di rapporti di collaborazione può portare a passi importanti in questo cammino.

Amici, l’identità della singola associazione, la sua storia, la sua cultura, i suoi servizi, spesso diventano gli elementi centrali dell’azione di volontariato, ed è proprio su questi che si devono costruire le strategie, le collaborazioni ed i progetti.

Invito tutti voi a mettervi in gioco, a convergere su un unico obiettivo: “ll Malato” che deve essere al centro di ogni attenzione. Tutto questo si può fare, ovviamente
mantenendo la propria identità. È possibile costruire progetti e servizi
comuni, senza che nessuno si senta né controllato, né marginalizzato.

Coinvolgere più soggetti, mettere a disposizione servizi e strutture,
lavorare su temi concreti e condivisi, superare le diffidenze reciproche, significa fare rete per rispondere alle esigenze e ai bisogni dei malati
Fibromialgici. lnoltre, è importante avere come obiettivo la realizzazione di una “welfare community”, capace di
affrontare le profonde trasformazioni sociali ed economiche.
Grandi e piccole Associazioni possono dare il loro contributo e lo possono dare
insieme. Lavorare insieme è costruttivo, perché è l’unico modo per uscire da questo immobilismo che va avanti da 27 anni. lnoltre, una collaborazione permanente consente alle Associazioni di esercitare una funzione essenziale di monitoraggio delle esigenze del territorio, oltre che essere un interlocutore particolarmente attento per gli associati.

Sono trascorsi tantissimi anni da quando |’O.M.S. ha identificato la Fibromialgia come malattia cronica ed invalidante. Se
vogliamo evitare che ne passino altrettanti, senzo nessun risultato, è arrivato il momento di usare il buonsenso che sicuramente avrà la meglio sulle differenze ideologiche, per fare uno scelta condivisa e vincente, finalizzata alla concertazione, con le Istituzioni, attraverso un dialogo permanente fra tutti i roppresentanti delle Associazioni.

Una democrazia, quindi, costruita intorno ad un tavolo, sulla base della reciproca conoscenza e di proposte ragionevoli. Oggi sarebbe ingenuo immaginare una strada tutta in discesa; l’investimento in termini di
tempo e pazienza rimane alto. Eppure siamo obbligati dal momento storico, a scommettere su tale investimento. Una nuova pagina di storia da scrivere insieme che inizia con queste parole: “Le Associaziani hanno iniziato a lavorare  insieme……”, la fine del libro la scriveranno i nostri posteri.
Coraggio, aderite a questa nuova impresa  che rappresenta il futuro, la nuova realtà per la quale  siamo tutti chiamati in causa. Quindi, facendo appello ai vostri sentimenti più nobili e nel solo interesse delle persone affette da fibromialgia, vi invito a dare la vostra disponibilità.
Grazie comunque. Vi abbraccio e vi lascio
con queste parole: “Ciò che facciamo per noi muore con noi, ciò che facciamo per gli altri rimane, ed è eterno”.

Francesco Piccerillo Presidente Associazione Fibromialgici “LibeIlula
Libera”   3474083507