“Non amare l’Arte equivale a un delitto in Italia”, ad Ombre Festival il generale Roberto Riccardi

Quinta serata per Ombre Festival , sul palco di Piazza del Gesù a Viterbo,  Roberto Riccardi, generale dell’Arma dei Carabinieri.

Intervistato dalla vicepresidente di Ombre Festival  Elena Cacciatore, presenta all’attento pubblico il suo saggio: “Detective dell’arte. Dai Monuments Men ai Carabinieri della cultura“.

Un film  li ha resi famosi nel 2014. Erano i Monuments Men, ossia 350 uomini  che riescono a salvare i capolavori dell’arte dalle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. 

Roberto Riccardi

Il generale Riccardi tra l’altro,  dirigerà il Comando Tutela patrimonio culturale. È un vero appassionato d’arte ed anche un profondo conoscitore, che nel suo libro offre al lettore un viaggio  in questo affascinante mondo, attraverso i ritrovamenti dei  capolavori  trafugati.

Elena Cacciatore, vice presidente Ombre Festival

 

Elena Cacciatore tesse la tela di una presentazione che attira l’attenzione, portando i presenti in una realtà costituita da donne e uomini impegnati nel NTP, Nucleo Tutela Patrimonio artistico. Nato nel 1969, per prendere  misure sugli scavi abusivi, i tombaroli come nel territorio della Tuscia, l’anno in cui a Palermo sparisce la Natività di Caravaggio.

Nel 1975 il Nucleo affronta il furto delle opere di Raffaello e Piero della Francesca, al Palazzo Ducale di Urbino. All’epoca viene definito proprio “il furto del secolo”.

“La città depredata della propria cultura, arte, storia –  afferma Riccardi – ma in un anno le indagini hanno portato al recupero dei dipinti ed all’arresto”. Una situazione nella quale, come sostenuto dall’allora ministro dei Beni Culturali, Giovanni Spadolini. 

Giovanni Spadolini, “Pochi uomini avrebbero fatto con passione, qualcosa più grande di loro”.

Il saggio del generale Riccardi tratta di ritrovamenti che hanno scritto una pagina storica come il Cratere di Eufronio, la storia delle teste di Modigliani, la muta di Raffaello, il Giardiniere di Van Gogh.

“È un campo nel quale siamo avanti. 300 persone tra donne e uomini, come i 300 di Capri, i cui nemici sono i committenti, i trafficanti, gli intermediari, per un volume di affari di 10 miliardi di euro all’anno – continua Riccardi sollecitato da Elena Cacciatore – noi dobbiamo fare la differenza per preservare queste ricchezze, non solo nell’Italia, perché queste ricchezze appartengono all’umanità intera”.

Dalle sue parole emerge una accurata ricerca sulle  strade che prendono le opere trafugato, come il recupero del cratere di Eufronio, riportato nel 2008 in Italia al Quirinale. La realtà è ovvia, perché come ribadito dal l’ufficiale dell’Arma “Si perdono dei pezzi di storia che servono all’archeologo per costituire la storia. I beni vanno in altri Paesi, dove viene costituita  una storia posticcia, che con un prezzo congruo ed una informazione che sembra perfetta, permette di vendere i pezzi ai Musei”.

È indubbia ed assodata l’altissima preparazione dei 300 appartenenti del Nucleo, protagonisti di questo saggio, che conferma l’Italia guida per gli altri Paesi. La  cooperazione internazionale è importante, necessaria, con Paesi che  aderiscono a questa nuova cultura.

I Carabinieri sono ormai i “Caschi blu della cultura”, impegnati per la salvaguardia delle opere dalle guerre come in Iraq dal 2003 o nelle calamità naturali.

Progetti innovativi, quindi, che si stanno sviluppando, aggiornandosi al modello italiano.

Riccardi parla della storia de  La Gioconda, conclusasi con un anno di carcere per “furto patriottico” dell’imbianchino italiano che aveva portato via il quadro. Anche la vicenda delle teste di Modigliani è trattata ad Ombre Festival, dove secondo Riccardi “La città si spacca su questa storia, alla fine una burla”.

Il circuito giusto al quale ci si può rivolgere? Il generale consiglia “Luoghi come case d’asta o gallerie . L’opera deve avere un percorso storico, certificato rilasciato dall’artista o dagli eredi e gli expertise. Acquisti di un certo rilievo, con prezzo congruo, diffidare di prezzi bassi, lautentica della firma, perizie, datazione dell’opera anche grazie ai Ris che analizzano i pigmenti”.

Grazie a questi Carabinieri della cultura sono diminuiti gli scavi clandestini,  perché è aumentata la tutela, la sorveglianza, i sistemi.
Il ricercato numero 1 è la Natività di Caravaggio,  un giro appetitoso per le organizzazioni criminali, basti pensare a Matteo Messina Denaro, addirittura con il padre tombarolo. Infatti, anche il terrorismo mafioso ha guardato l’arte. L’ Isis, ad esempio, o la mala del Brenta di Felice Maniero, che ricattava  lo Stato con queste trafugando le opere.

Il libro è caratterizzato anche dalle interviste agli  investigatori. Testimonianze che hanno colpito molto l’autore, come quando il maresciallo dei CC, sostiene che anche il ritrovamento di un crocifisso ligneo di una piccola comunità, suscita una profonda gioia e riconoscenza che si taglia con il coltello.
“L’animo umano riesce tanto ad andare in alto, quanto in basso. Siamo tutto”, afferma come a riflettere a voce alta il generale.

Numerose le domande del pubblico una delle quali di una signora che chiede a Riccardi delucidazioni sul Bambino Gesù di Santa Maria dell’Aracoeli. Praticamente, nonostante quello trafugato sia una delle tante copie, rimane un altro dei super ricercati.

300 detective della cultura e tanti “furbetti” in giro e tombaroli, 300 seguaci dell’arte spinti da una grande passione. Questi sono gli eroi di “Detective dell’arte. Dai Monuments Men ai Carabinieri della cultura”, edito da Rizzoli.  Ma forse potremmo esserlo un po’ anche noi, magari tenendo in ordine la facciata del nostro palazzo, o ritoccando il quadro del nonno. Piccoli gesti, tutti insieme.

Il generale Riccardi conclude sostenendo che: “Occorre un impegno condiviso, segnalate i misfatti soltanto a patto di essere innamorati. Un salto culturale da compiere, non amare l’Arte equivale a un delitto in Italia”.

Un raggio di luce nei meandri delle opere d’arte trafugate. Anche questo è Ombre Festival.