“Amore d’altri tempi”, il racconto nel cassetto di Vale

"Amore d'altri tempi", di Vale

di Vale

Erano tempi bui quelli, da vivere in fretta, assaporando la vita in ogni istante.

Lui, giovane sognatore dal destino già scritto di soldato, con la divisa logora e sgualcita, i capelli arruffati e gli occhi lucidi di chi sfida l’esistenza, si era innamorato follemente di Jasmine, la zingara che leggeva le carte ai soldati nel paesino semi distrutto non lontano dalla linea del fronte; da ribelle qual era, lui, non le aveva mai chiesto alcun responso perché forse, in fondo, non ci credeva ma soprattutto perché, qualsiasi cosa le avesse detto, sarebbe stata una mancanza di rispetto per la vita ed i suoi imprevisti….le amava entrambe, Jasmine e la vita e, ripeteva convinto alla zingara che:’ Nessun futuro poteva essere migliore dell’azzurro dei suoi occhi’. Poche parole per renderla sua, rapirle il cuore e racchiuderlo in se.

Il giorno prima di essere rimandato alle trincee la malinconia lo travolse così, corse da Jasmine e le chiese: ‘Vorrei solo sapere se ci rivedremo  un giorno’ lei, dispose le carte sul tavolo, lo guardò e, quasi volendolo proteggere disse:’ Solo gli stolti desiderano conoscere ciò che il destino ha in serbo per loro’ –‘ dimmi solo se ci rivedremo ’-le sussurrò lui, Jasmine sorrise  e poi, solenne, si abbandonò alla sua predizione :

‘ Sopravviverai a tutti noi, i potenti della terra s’inchineranno a te rendendoti omaggio, la folla si toglierà il cappello al tuo cospetto. Io ti rivedrò e ti amerò per sempre! In cambio però, voglio chiederti una

cosa : non rivelarmi il tuo nome ma scrivilo su questo foglio di carta, il giorno che lo leggerò ti bacerò e tu sarai solo mio ma questo, sarà l’unico bacio che avrai da me! Ora vattene senza voltarti, se rispetterai tutto ciò, la mia profezia si avvererà in caso contrario, non ci vedremo mai più.’

Lui, confuso, scrisse il suo nome  sul foglietto ed, a malincuore, lasciò la stanza.

La guerra riprese impetuosa, nel mezzo dei bombardamenti le pallottole e le bombe degli austriaci sembravano evitarlo, i suoi compagni perivano uno dopo l’altro, li vedeva morire ma lui, sopravviveva sempre.

Per ben quattro volte fu l’unico a tornare vivo alle sue linee da un attacco, per ben due volte una pallottola lo sfiorò senza nemmeno ferirlo, la morte sembrava disprezzarlo, le parole pronunciate da Jasmine erano ormai la sua difesa contro tutto, la profezia si stava avverando…..l’ultimo giorno di guerra, una domenica, si trovò da solo su un ponte, la pace imminente profumava l’aria e, la tangibile certezza di rivedere la sua amata gli sfiorò il viso, delineando il sorriso ormai perso tra la violenza della guerra, mentre stringeva la sua piastrina di riconoscimento tra le mani, fissava l’irruento fiume scorrere ed, all’improvviso, un boato….un colpo solitario sparato dall’artiglieria austriaca lo centrò in pieno e lui, cadendo, pensò a lei: ‘ Jasmine, non ci rivedremo, perdonami’.

Passò il tempo, il suo corpo fu esumato e portato a Roma, sull’altare della patria. La banda iniziò a suonare, i potenti della terra s’inchinarono a lui e gli resero omaggio, la folla si tolse il cappello al cospetto di colui che, da quel momento, divenne il  ‘milite ignoto’.

Nascosti tra la folla, gli occhi di una zingara erano velato di pianto, la sua mano tremante stringeva un foglietto di carta da sempre conservato in un taschino sul cuore, timidamente lo aprì e, con infinita dolcezza, pronunciò il nome che vi era scritto sopra, il vento allora, geloso del suo amore, portò il nome via con sé, insieme al bacio che lei gli mandò….l’unico bacio che il milite ignoto avrebbe mai ricevuto da Jasmine.