Alfio Pannega, ricordato a Viterbo alla vigilia dell’anniversario della nascita

Riceviamo e pubblichiamo da Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

Venerdì 20 settembre 2019, alla vigilia dell’anniversario della nascita di Alfio Pannega (che nacque il 21 settembre 1925) si e’ tenuta a Viterbo, presso il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera”, una commemorazione dell’indimenticabile militante antifascista ed amico della nonviolenza.
Alla commemorazione hanno preso parte alcuni sui vecchi amici e compagni di lotte che ne mantengono viva nel cuore la memoria.
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Una breve notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta’ si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l’Ariosto, ma fu lavorando “in mezzo ai butteri della Tolfa” che si appassiono’ vieppiu’ di poesia e fiori’ come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell’intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell’improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta’, per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita’ artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell’ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara’ fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E’ deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti. Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell’immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione. Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha sovente con forte empatia rappresentato – sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all’ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti – un monologo dal titolo “Allora ero giovane pure io” dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi’ rivivere drammaturgicamente la figura. La proposta di costituire un “Archivio Alfio Pannega” per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita’ le tracce della sua vita e delle sue lotte, e’ restata fin qui disattesa. Alcuni testi commemorativi sono stati piu’ volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano “La nonviolenza e’ in cammino”, ad esempio negli “Archivi della nonviolenza in cammino” nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei “Telegrammi della nonviolenza in cammino” n. 265 ed ancora i “Telegrammi della nonviolenza in cammino” nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515, i fascicoli di “Coi piedi per terra” n. 546 e 548-552, e “Voci e volti della nonviolenza” nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di “Ogni vittima ha il volto di Abele” n. 170, i fascicoli di “Una persona, un voto” nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de “La domenica della nonviolenza” nn. 420 e 511, i fascicoli de “La nonviolenza contro il razzismo” nn. 202-206, 213.
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Nel ricordo di Alfio Pannega le persone partecipanti all’incontro hanno riaffermato il comune impegno contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni; il comune impegno in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani e per la salvaguardia dell’intero mondo vivente.
Nel ricordo di Alfio Pannega le persone partecipanti all’incontro hanno riaffermato la necessita’ e l’urgenza della scelta della nonviolenza come unica forma di lotta adeguata per la liberazione di tutte le oppresse e tutti gli oppressi; per l’abolizione di ogni schiavitu’; per l’affermazione della vita, della dignita’ e dei diritti di tutti gli esseri umani; per la condivisione del bene e dei beni; per la costruzione di una societa’ in cui da ciascuna persona sia dato a seconda delle sue capacita’ ed a ciascuna persona sia dato a seconda dei suoi bisogni; una societa’ in cui alla barbarie della rapina e del saccheggio, dello sperpero e della devastazione, dello sfruttamento e del consumismo che tutto divorano ed annichiliscono, si sostuisca la logica e la morale della responsabilita’ per il bene comune, del dono e della condivisione, della solidarieta’ che ogni essere umano riconosce e raggiunge e tutte le vite rispetta e preserva.
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Ed in particolare qui e adesso, nel ricordo di Alfio proseguiamo nell’impegno affinche’ sia riconosciuto il diritto alla vita di ogni essere umano, e pertanto:
– siano immediatamente abrogate le antileggi razziste che flagrantemente confliggono con la Costituzione repubblicana, democratica ed antifascista;
– siano immediatamente soccorse, accolte e assistite tutte le persone in pericolo e di aiuto bisognose;
– cessi la strage degli innocenti nel Mediterraneo;
– siano aboliti i lager libici e liberate e portate in salvo in Italia tutte le vittime innocenti in essi detenute;
– siano annientate le mafie schiaviste, semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in Italia e in Europa in modo legale e sicuro;
– siano abolite la schiavitu’, la segregazione e la persecuzione razzista in Italia riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti umani: sociali, civili, politici; a cominciare dal diritto di voto: “una persona, un voto” e’ il cuore pulsante della democrazia, “una persona, un voto” e’ la condizione basilare della politica umana, “una persona, un voto” e’ il fondamento della civile convivenza.
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Ogni essere umano e’ un essere umano.
Vi e’ una sola umanita’ in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.
Salvare le vite e’ il primo dovere.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.
La nonviolenza e’ in cammino.
Nel ricordo di Alfio proseguiamo la lotta di Alfio.

Foto tratta dal web