Cesare Bocci e Tiziana Foschi: veri e coinvolgenti in “Pesce d’aprile” al Teatro dell’Unione

Uno spettacolo teatrale intenso e coinvolgente, ieri sera sabato 12 gennaio, nella splendida location del Teatro dell’ Unione di Viterbo.

Sul palco due attori eccezionali: Cesare Bocci e Tiziana Foschi, l’opera è “Pesce d’aprile“.
Già, perché tutto inizia quel terribile primo aprile, con lo scherzo del destino,  che mette a dura prova un uomo ed una donna. Una coppia come tante, che ritorna a casa una settimana dopo il parto. La gioia della maternità, l’essere padre, l’essere famiglia. Tutto si interrompe il 1 aprile del 2000, quando un ictus post-parto colpisce Daniela Spada,  interpretata da Tiziana Fosci, compagna di Cesare Bocci. Non sono sposati, ma la loro unione si fortifica e consolida grazie a questa prova dolorosa. Il coma, la riabilitazione, le lotte per farsi riconoscere “disabile”. Sì, perché è una battaglia, come tante in Italia, la realtà delle condizioni di una persona disabile. Tutto in un libro, scritto a quattro mani, “Pesce d’aprile“, appunto, diventato successivamente anche una  bella opera teatrale. 

Eccellente Tiziana Foschi sul palco viterbese, un’interpretazione magnifica, specialmente per chi è abituato a ridere a teatro con un’attrice poliedrica e simpatica come lei. Calata nei panni di Daniela Spada offre, all’attento pubblico del Teatro dell’Unione, un profondo momento di riflessione. Cesare Bocci, famoso per essere il “Mimì Augello”  del Commissario Montalbano, questa volta interpreta se stesso, con le sue paure, la sua forza, il suo amore per una donna ed una figlia, Mia, molto coinvolgente.

In sala, tra l’altro, ci sono proprio la compagna Daniela Spada, la figlia Mia e la zia Ornella che ha aiutato la coppia nei  momenti difficili.

Un’esperienza sicuramente molto utile per chi deve fare i conti con storie simili a questa, che farà sentire meno soli, che aiuterà ad andare oltre la disperazione. Dedicata ai compagni di riabilitazione di Daniela Spada, a chi si trova a dover discutere per il posto auto riservato ai disabili, a chi incontra medici superficiali che neanche ti guardano, neanche ti visitano.

Ieri sera, ci siamo sentiti parte di una storia dolorosa, perché ha il sapore della rinascita, con una piccola dose di ironia, della  forza dell’amore, che tutto supera, tutto sconfigge.