Circoncisione dei bambini, Bengasi Battisti: “Le Regioni dovrebbero affrontare la questione”

da Benga Battisti, Medico– Direttivo Associazione Nazionale Comuni Virtuosi

Il caso del bambino nigeriano , morto dopo essere stato circonciso in casa a Genova , preceduto da altri drammatici e simili casi, pone degli inevitabili interrogativi sulla ammissibilità e conseguentemente sulla sicurezza della pratica .
La circoncisione è la rimozione chirurgica del prepuzio ovvero del lembo cutaneo che ricopre il glande .
Viene eseguita per ragioni religioso-culturali o mediche ( fimosi ) .
Pratica poco diffusa in Europa e molto diffusa in USA e Sud Est Asiatico .
La legge Ebraica la prevede entro l’ottavo giorno di vita , è atto consolidato nell’Islam e viene praticato entro i 13 anni .
In Italia è legalmente ammessa ma il SSN lo riconosce solo per motivi medici escluse rare realtà regionali .
E così la circoncisione per motivi religiosi può essere fatta solo privatamente, al costo di migliaia di euro.
Questo spinge migliaia di famiglie, che non hanno sufficienti risorse finanziarie , a rivolgersi a ciarlatani che chiedono poche decine di euro.
In Italia si contano circa 3000 interventi clandestini ogni anno con rischi di gravi complicanze fino alla morte .
Ai bambini che muoiono si aggiungono quelli, centinaia ogni anno, che arrivano al pronto soccorso con malformazioni o infezioni causate dalla pratica svolta in maniera fuorilegge, che spesso porta a danni permanenti e costi elevati .
Infezioni , emorragie, ulcere del frenulo, laderenze prepuziali , stenosi del meato sono complicanze diffuse di una pratica che se eseguita in ambiente ospedaliero sarebbero azzerata .
Menomazioni e complicanze che rappresentano costi sociali , economici e sofferenze .
Per tutto questo le Regioni dovrebbero affrontare la questione e introdurre meccanismi che riconoscano la circoncisione prestazione erogabile con un ticket cosi come stanno già facendo alcune realtà come il policlinico Umberto I di Roma. Il Ministro della Sanità, senza temere i diffusi preconcetti, dovrebbe discutere e proporre un decreto legge che rappresenterebbe un elemento di coesione , di integrazione e di Civiltà perché non si può alzare anche su questa questione il muro dell’ipocrisia .