Codice Rosso, il ddl a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere

197 sì e 47 astenuti, è così che il Senato ha approvato il disegno di legge di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere,  effettivo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

È il Codice rosso, ossia il ddl che dispone le misure per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere. 
In Italia una donna muore ogni 72 ore, anzi uccidono una di noi ogni 72 ore. Tutto questo spaventa, ma porta a riflettere che probabilmente la violenza  è un problema culturale.
Al Codice Rosso hanno lavorato i ministri Giulia Bongiorno e Alfonso Bonafede.

Vediamo cosa prevede. Innanzitutto lo
svolgimento delle indagini  più rapide.
Per  i reati commessi in contesti familiari o nell’ambito di rapporti di convivenza, le pene saranno più severe. Inoltre è stata sancita l’introduzione di  reato come ad esempio il revenge porn, sfregi al viso e matrimoni forzati, con aumenti di pena per i reati di violenza sessuale e stalking.

Sarà dato incarico alla Polizia giudiziaria di comunicare al Pubblico Ministero la notizia relativa al reato di stalking, maltrattamenti, violenza sessuale sia nel nucleo familiare o tra conviventi. La vittima deve essere ascoltata entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. 
Accertata la violenza, il responsabile può essere condannato ad una pena detentiva che va da tre a sette anni. Pena che può essere aumentata  fino alla metà se la violenza è stata compiuta alla presenza di un minore, di un disabile o su di una donna in stato interessante, oppure se si è armati.

Quindi, si tratta di procedimenti penali più veloci. Tutto per combattere la violenza di genere. Si agisce, in definitiva, sul tempo per scongiurare il peggio. Una legge a costo zero che non prevede lo stanziamento di risorse.
Il ddl è composto di 21 articoli, che incidono sul codice penale, proprio per inasprire le pene.

Il divieto di avvicinamento sarà rafforzato e e punite con la reclusione da sei mesi a tre anni per chiunque violi gli obblighi o i divieti previsti dall’autorità giudiziaria.
È punito il matrimonio forzato con la reclusione da uno a 5 anni,  anche quando il fatto è commesso all’estero da un  cittadino italiano o da uno straniero che risiede in Italia. Inoltre, in caso di matrimonio forzato di minori, il caso delle spose-bambine per intenderci, la pena è aumentata da 2 a 7 anni, se viene colpito un minore sotto i 14.

Un finanziamento di 7 mln, a partire dal 2020, già previsto nella Legge di Bilancio, per orfani di femminicidio. 
Nel caso di revengeporn, è punito anche chi  condivide le immagini. Chi realizza video privati  sessualmente espliciti, senza il consenso delle persone per vendicarsi, per danneggiare. Si va  da uno a sei anni, con la multa da euro 5.000 a euro 15.000, con una serie di aggravanti se, ad esempio,  il reato di pubblicazione illecita è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona che è o è stata legata con la persona offesa.
Vengono rafforzate le norme che disciplinano il reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento, con la reclusione da sei mesi a tre anni, per chiunque violi gli obblighi. 
Questa legge stabilisce che vengano messi in atto atto degli specifici corsi di formazione per il personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia penitenziaria.

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