“Conoscenza e tutela del patrimonio architettonico moderno e contemporaneo”, se ne parla con l’Ordine degli Architetti di Roma

“Conoscenza e tutela del patrimonio architettonico moderno e contemporaneo”, incontro in  collaborazione con Ordine degli Architetti di Roma e MAXXI Museo delle arti del XXI secolo, mercoledì 23 ottobre, 15:00/18:00, Sala Carlo Scarpa,  a cura di Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali

La relazione tra architettura moderna e globalizzazione, gli strumenti giuridici di tutela del moderno e del contemporaneo, l’approccio critico e storiografico alla conservazione del patrimonio moderno e contemporaneo. Un approfondimento.

Il programma
La registrazione dei partecipanti ha inizio alle ore 14.30

introducono
Carla Di Francesco Commissario straordinario Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali
Alessandro Panci Segretario Ordine degli Architetti di Roma

intervengono
Susanna Bortolotto e Nelly Cattaneo
Asmara e il suo contesto: architettura del moderno e paesaggio culturale
Paolo Carpentieri
Aspetti giuridici della tutela  del moderno e del contemporaneo e diritti d’autore
Ugo Carughi, Massimo Visone
Politiche di conservazione per il patrimonio architettonico del XX secolo
Margherita Guccione
Gli archivi di architettura per la conoscenza e la tutela del contemporaneo

dibattito

Gli abstract
Susanna Bortolotto e Nelly Cattaneo
Asmara e il suo contesto: architettura del moderno e paesaggio culturale

Nel secolo scorso le città coloniali furono luoghi di sperimentazione della ‘modernità’ urbanistica e architettonica, in cui differenti culture trovarono un non sempre felice momento di sintesi. Lo sguardo sulle città coloniali italiane potrà aiutare a ben valutare come l’urbanistica e l’architettura moderne hanno retto, in quei particolari contesti, il confronto con la contemporaneità; caso quanto mai esemplare, Asmara, con i suoi circa 4.300 edifici modernisti, è diventata, dal luglio del 2017, sito UNESCO patrimonio dell’umanità grazie proprio all’eredità coloniale.
Se l’architettura coloniale italiana in Eritrea ha riscontrato un crescente interesse ed è stata oggetto di pregevoli contributi almeno dai primi anni Novanta, è molto più recente lo studio delle infrastrutture che tuttavia ne hanno determinato lo sviluppo. In particolare l’area percorsa dalle vie di collegamento tra Massaua e Asmara può ben rappresentare la varietà e il valore di questo patrimonio, e l’impatto sul paesaggio culturale eritreo del cosiddetto “incontro coloniale”.

Paolo Carpentieri
Aspetti giuridici della tutela moderno/contemporaneo e diritti d’autore

La tradizione giuridica italiana – sin dalla legge 12 giugno 1902 n. 185 ha sempre posto un limite all’applicabilità delle norme di tutela, costituito dalla soglia di storicizzazione minima della cosa d’arte e dalla non vivenza dell’autore. La ratio di questo pre-requisito va ricercata nell’esigenza di un minimo di stabilizzazione del giudizio sociale sull’opera (che tendenzialmente si rinviene per la produzione artistica della precedente generazione) e nell’esigenza di evitare che la misura di tutela possa interferire sul mercato dell’arte, favorendo autori viventi. Le riforme recenti hanno innalzato a 70 anni la soglia di storicizzazione. Ha un senso e una sua utilità estendere la tutela del codice del 2004 all’arte e all’architettura contemporanee? Certamente in questo ambito il sistema giuridico vigente non appresta un sistema di tutela adeguato.

Ugo Carughi, Massimo Visone
Politiche di conservazione per il patrimonio architettonico del XX secolo

Ugo Carughi su L’architettura ‘contemporanea’ nell’idea di tutela

In territori progressivamente ridotti a esclusivi strumenti del mercato, gli eccessi dei nuovi interventi, i clamorosi ritardi della cultura amministrativa e le accelerazioni mediatiche dell’architettura contemporanea evidenziano con maggiore frequenza le carenze di fondo delle normative di tutela. La storia e la conservazione dell’architettura del secondo Novecento, in particolare, devono sempre più confrontarsi con il dibattito sullo sviluppo sostenibile. Il contrasto tra l’‘iconolatria’ di molte architetture del secolo scorso e la loro vulnerabilità ha contribuito a determinare il concetto di ‘limite del moderno’. Le riflessioni svolte sulla tutela dell’architettura della seconda metà del Novecento, all’interno di un panorama mondiale estremamente articolato, si richiamano al concetto di contemporaneità della storia piuttosto che a una semplice categoria temporale, cui si riferiscono, invece, le norme. Pur non ancora sedimentate sul piano storico-critico, le problematiche dell’architettura più recente non solo sono spesso riconducibili a quelle delle opere d’ogni epoca, ma rivelano quasi sempre aspetti inediti.

Massimo Visone su La linea d’ombra. Architettura tra tempo e storia

Numerosi studi hanno indagato in maniera comprensiva e omogenea la storia delle esperienze di tutela del patrimonio architettonico a scala internazionale, con approfondite esemplificazioni sulle più recenti pratiche di restauro, ma senza soffermarsi sulla problematica normativa più specifica del contemporaneo. Nell’impossibilità di sintetizzare le differenti analisi storiografiche alla base del dibattito critico sull’architettura contemporanea, tendente sempre più a una maggiore internazionalizzazione, il contributo si prefigge di individuare alcuni spunti di riflessione sul tema sviluppato a una scala globale, in particolare per quello che riguarda l’architettura contemporanea, ovvero di quelle opere che si pongono cronologicamente ai limiti della stessa legislazione sulla conservazione, al fine di comprendere il ruolo della storiografia nel riconoscimento del patrimonio del XX secolo da parte delle istituzioni pubbliche.

Margherita Guccione
Gli archivi di architettura per la conoscenza e la tutela del contemporaneo

Malgrado la cultura della conservazione e del restauro abbiano già una lunga storia, non è ancora patrimonio comune che l’intervento sul costruito moderno e contemporaneo necessiti di approfondimento critico e di rispetto dell’interna coerenza dell’edifico, come nel caso di manufatti antichi. L’intervento indagherà il rapporto tra archivio, opera e restauro, a partire dalle collezioni di architettura del MAXXI, esaminando alcuni casi di restauro di edifici moderni e contemporanei condotti attraverso la disamina dei progetti originari e delle soluzioni tecnico-costruttive rintracciate tra le documentazioni d’archivio. La relazione tra documenti progettuali e opera realizzata è infatti peculiare in ogni archivio e quindi per un corretto restauro la disponibilità e la capacità di conoscenza dei documenti devono considerarsi uno strumento indispensabile per fornire al progettista le chiavi interpretative dell’opera. Tra i casi esaminati: gli interventi sulla Tomba Brion di Carlo Scarpa, il restauro delle Poste alla Piramide di Adalberto Libera e del Grattacielo Pirelli di Gio Ponti.