Daniela Scatolini: “Uscite fuori e lottate”. Tre domande a…

Non cedete mai cedete mai, mai, mai, mai – in nulla, grande o piccolo, rilevante o insignificante – non arrenderti mai, se non per convinzioni di onore e di buon senso. Mai cedere alla forza. Mai cedere alla apparentemente schiacciante potenza del nemico”.

 Scriveva così Winston Churchill, ancora attuale, sicuramente un utile spunto di riflessione. Proprio a Montalto di Castro abbiamo chi dalle avversità, e che avversità,  ne ha tratto una grande forza, trasformandole in lotta libera e coerente, ma soprattutto in rinascita, nonostante tutto. Parliamo di una donna, ma del resto  si sa che l’universo femminile è una marcia in più… Ve la presento attraverso questa intervista. Una grande lezione di vita. 

 
Signora Scatolini, “Tre domande a…”, la rubrica di ElleMagazine.it. Chi è Daniela Scatolini, oltre la foto di Mariella Zadro?
 
Mi chiamo Daniela Scatolini,  meglio conosciuta alla cronaca, come la donna che a  36 anni è stata vittima di malasanità, che l’ha portata a vivere su una carrozzina.
 È stata una vicenda che sin dall’inizio  mi ha distrutta, mettendomi duramente alla prova, ma grazie alla vicinanza e all’amore dei miei figli e di mio marito e grazie ad un duro lavoro, sono riuscita a trasformare la rabbia per ciò che mi era capitato a causa di altri, in una ragione di vita.
Una ragione di vita? Parole forti, anzi un coraggio da leonessa dopo questa terribile vicenda
Sì, è così. Dopo  una battaglia in Tribunale, vinta verso quei medici che avrebbero duvuto curarmi ed  invece mi hanno condotta su quella che oggi è diventata una compagna di vita – la carrozzina –  ho trovato il coraggio di rimettermi in gioco.
 Non è stato facile. A volte mi guardo indietro e mi chiedo come sono riuscita a riprendermi in mano la vita.
 L’ ho voluto e ci sono riuscita. Sono quelle cose che puoi capirle, solo se le vivi sulla tua pelle. Il primo lavoro, nella mia “seconda vita“,  è stato  come segretaria di medici di famiglia, poi successivamente ho aperto un mio ufficio.
Una nuova vita ed una nuova attività. Come ha fatto?
Grazie all’amore, all’umanità, alla professionalità con cui svolgo il mio operato per gli altri, ho realizzato un punto di riferimento importante, non solo per Montalto di Castro e Pescia Romana, ma  anche per le persone degli altri paesi limitrofi e anche fuori regione. Loro lo “sentono” tutto questo, è un rapporto di fiducia e rispetto reciproco.
 Questo significa che sto lavorando bene. Nel mio paese, si rivolgono costantemente al mio ufficio “Progetto Risarcimento“, specialmente per quanto riguarda  i servizi sanitari, informazioni, compilazioni moduli e tanto altro.
Con il mio staff collaboriamo  anche con i  professionisti. I servizi, quindi, sono molti: malasanità,  prenotazioni per esami diagnostici e visite a domicilio dentro e fuori regione, assistenza per pensioni, pratiche legali civili e penali e medico legali, finanziamenti e molto molto altro. Insomma,  un ufficio che si sta sviluppando sempre più, portando sempre nuovi servizi.
 Il mio lavoro è la mia vita,  senza il quale non potrei vivere. È dettato da una forte  passione…mi batto per la sanità e per i diritti dei cittadini.
  Sempre proiettata  per migliorare le condizioni del mio paese,  la vita dei miei concittadini.
Mi sto apprestando  a portare servizi nuovi , ed efficienti, affinché il malato possa trovare tutto ciò che gli occorre, senza disservizi e disagi.
È un grande impegno. Il lavoro mi ha aiutato e aiuta ad andare avanti e, soprattutto , a  non mollare…Mai.
Cosa si sente di dire a chi la sta leggendo, a chi è stanco di lottare?
A chi sta attraversando avversità,  o ha passato quello che ho dovuto subire, vi dico di non abbattersi. Uscite fuori e lottate!