Delitto di Viterbo, Michael Aaron Pang si è avvalso della facoltà di non rispondere

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, Michael Aaron Pang il ragazzo fermato,  con l’accusa di omicidio volontario e rapina aggravata a Viterbo.

È il ventiduenne originario della Corea del Sud, residente in Kansas, ma di nazionalità americana, da alcuni mesi nella Tuscia, a Capodimonte. Entrato in Italia con il sistema Schengen, come precisato dal procuratore Paolo Auriemma.

Grazie alla preziosa sinergia tra Polizia, Carabinieri e Finanza,  in meno di 24 ore il caso è stato risolto.  La Squadra Mobile della Questura di Viterbo, coordinata dal dr. Gian Fabrizio  Moschini, è riuscita ad  estrapolare l’immagine dalle telecamere della zona.  Alla Questura  il compito di diffonderle.  Così, un carabiniere di Capodimonte lo  riconosce: si è ricordato di averlo fermato tempo fa per un normale controllo di routine. Il resto è cronaca sui vari  Tg nazionali.

 Pang Michael Aaron viveva presso una affittacamere. Sembra avesse una relazione con una donna.

Grafico pubblicitario, con la passione per i capi firmati. Norveo Fedeli, infatti,  è stato barbaramente ucciso per questo: perché il suo assassino non poteva pagare questi abiti griffati.

Ad inchiodarlo il video delle telecamere.

Si vede Pang Michael Aaron uscire con un giubbotto scuro e busta nella  scarpa per non lasciare tracce. Dopo aver massacrato il commerciante, che ha fornito una generazione di giovani appassionati di jeans a Viterbo e nella Tuscia, sempre gentile e garbato, torna nel B&B dove poi gli inquirenti trovano  il portafoglio della vittima e la carta di credito,  con la quale il ragazzo aveva cercato di fare le transazioni nel negozio di Fedeli.