Elena Aubry riposa al Verano, ma le indagini sono ancora in stallo

Elena Aubry lo scorso sabato 1 giugno è stata in moto per l’ultimo viaggio. Già, le sue ceneri conservate in un’urna, ora sono al Cimitero del Verano. “Al terzo piano, al sole e alla luce come lei amava“, scrive la sua mamma in un post su Facebook, invitando tutti gli amici della figlia alla cerimonia.

Graziella Viviano, la sua mamma, donna eccezionale e tenace, l’ha tenuta stretta attraverso quell’urna, accompagnandola, ovviamente in moto, nell’ultima dimora, al Camposanto.

Tanti gli scooteristi ed i centauri che hanno scortato quel dolce angelo e la sua mamma in questa particolare cerimonia di commiato.

Ne hanno parlato i vari TG e giornali, ma intanto Elena Aubry non c’è più e quello che rende ancora più amara e dolorosa questa terribile  vicenda, è che non è cambiato niente dal  6 maggio del 2018.
Una stramaledetta buca, sì, perché Elena è morta per una stramaledetta buca lungo la Ostiense a Roma. Elena, una motociclista esperta e scrupolosa, è morta sul colpo e neanche a farlo apposta nell’arco di quindici giorni ci sono stati altri incidenti.

La ricostruzione 3D della dinamica dell’incidente, una sorta di realtà virtuale, vede la ragazza perdere il controllo
della sua Honda Hornet ed impattare poi, prima contro il guard rail e successivamente addosso ad un albero.

Morire per colpa di un guard rail che invece avrebbe dovuto proteggere Elena che aveva tutta la vita davanti, con i suoi sogni e le sue speranze ed un dolce sorriso  angelico. Terribile, inconcepibile, inaccettabile per lei, per la sua mamma, per la sorellina Sofia per i tanti motociclisti morti su strada, per tutti noi.

Un anno per poter dare una degna sepoltura ad Elena. I magistrati della Procura di Roma, infatti, stanno ancora indagando per stabilire se la morte della giovane centaura di Monteverde è stata causata dallo stato del manto stradale o da una tragica fatalità.
Nel nome di Elena, accanto alla sua mamma, alla sorella Sofia, intanto, tutti i motociclisti si sono riuniti per avviare una battaglia sulla sicurezza stradale.

Elena ormai sei un simbolo, un’emblema di chi è morto per la mancanza di una norma che stabilisca l’obbligo  di installare una protezione appropriata a chi sta su due ruote.

Riposa in pace.

Foto tratta dal web