“Exodus”, la mostra di Safet Zec che scuote le coscienze

Tredici pannelli dipinti con tecnica mista, un chiaro messaggio contro la guerra ed ogni forma di violenza.

È la mostra “Exodus“, di Safet Zec, a Roma, nella Chiesa di San Francesco Saverio del Caravita, benedetta da Papa Francesco, il  20 febbraio scorso.

Un’interessante, quanto significativa, esposizione promossa da Fondazione Migrantes, Caritas italiana, Caritas di Roma,  realizzato dall’associazione Amici, in collaborazione con Agite.

In questi ciclo pittorico è descritta la dolorosa realtà delle migrazioni, ma è anche l’opportunità di riflettere ed avvicinarsi a chi soffre, in un modo che lascia il segno.

“Exodus”, Safet Zec

Tredici rappresentazioni, appunto, che parlano, che avvolgono il visitatore, che si trova catapultato nell’angoscia, nelle emozioni provate da uomini, donne, bambini che spesso non ce l’hanno fatta.

Il linguaggio universale dell’Arte, trova nell’esposizione di Safet Zec, la sua grande espressione. Nato in Bosnia Erzegovina, a Ricarica, Safet Zec è un pittore, ma anche  incisore, che è riuscito a trasmettere il grido di dolore con grande profondità, al di là della sua professionalità, della sua tecnica.

La mostra è curata da Giandomenico Romanelli, il grande  storico dell’arte che per oltre 30 anni ha diretto i Musei Civici Veneziani.

Rimarrà aperta tutti i giorni, dalle 10:00 alle 19:00, fino al  prossimo 31 luglio, con ingresso libero.