Fibromialgia, Francesco Piccerillo “Insistere verso il riconoscimento dei diritti fino ad oggi negati”

Lo scorso sabato, presso la prestigiosa Sala Regia di Palazzo dei Priori, si è tenuto un interessante convegno dal titolo “Sono connessa con la Fibro….Mialgia e navigo a Vista”.
Un importante appuntamento offerto a chi soffre di questa patologia non ancora riconosciuta, a chi come i familiari vuole approfondire sulla materia, ma anche per continuare la battaglia intrapresa dall’Associazione Fibromialgici Libellula Libera, rappresentata dal presidente Francesco Piccerillo e dalla moglie, fibromialgica, Antonella Cannuccia, vicepresidente.

Antonella Cannuccia, vicepresidente Associazione Fibromialgici Libellula Libera

Ospite illustre tra i relatori, il
prof. Stefano Coaccioli una eccellenza della medicina, Professore associato del DIPARTIMENTO DI MEDICINA, Sezione di Clinica Medica e Anatomia Patologia di Terni e presidente dell’AISD (Associazione Italiana Studio Dolore).

Un momento di riflessione e condivisione, quindi, che segna un altro importante passo, di un percorso atto a tutelare chi soffre di questa malattia, così invalidante e dolorosa.

Presidente Francesco Piccerillo, alla luce di questo ultimo incontro a Viterbo, vogliamo fare un bilancio di questa attività che La vede in prima linea a tutelare le Fibromialgiche/ci?

Molte sono state le attività che con estrema caparbietà abbiamo portato avanti, dico portato perché sono stato sempre sostenuto da tutto il comitato medico e legale. Siamo stati determinanti in varie audizioni: Senato, Camera, Regione Lazio sempre e solamente, per favorire percorsi idonei per le persone affette da Fibromialgia. Ad oggi abbiamo referenti in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania con tantissime persone che hanno condiviso e abbracciato la nostra causa.

Ultimamente, oltre ai numerosi impegni e contatti con le varie associazioni creatosi in tutta Italia, la sua attenzione è rivolta anche a spronare una collaborazione effettiva tra le varie associazioni. Tutto, ovviamente, per sensibilizzare Istituzioni ed Autorità Sanitarie, giusto?

Sì , siamo membri in quasi tutte le Regioni dove ci sono le referenti di Cittadinanzattiva e accreditati nei tavoli tematici Regionali. Presto saremo membri sia a livello Nazionale, che Europeo di AISD. Inoltre, abbiamo già attivato la procedura per essere accreditati all’ENFA. Sono molto amareggiato del mancato riscontro da parte dei Presidenti delle Associazioni di malati Fibromialgici, nonostante abbia lanciato  già due appelli, per unirci in una collaborazione destinata esclusivamente per sollecitare le Istituzioni e dare esito all’approvazione della DDL sulla fibromialgia. Questo è il momento di insistere verso una soluzione sempre più vicina a quei diritti, che fino ad oggi sono stati negati. Altrimenti rischiamo di procrastinare ancora per molti anni il riconoscimento di una patologia che è stata già dichiarata 27 anni fa “Cronica e Invalidante”. In definitiva, se davvero vogliamo proteggere i nostri “ASSOCIATI”, non possiamo limitarci a esibire posizioni di assoluta intransigenza. Comunque anche da soli, con le Regioni che già hanno messo le ali da Libellula, siamo in grado di essere determinanti ad ogni livello.

Presidente, Lei spesso parla di ‘rendere visibile, ciò che è invisibile’, perché? Cosa intende?
La fibromialgia, oltre ad essere un dolore silenzioso, un nemico invisibile, una malattia ancora non riconosciuta dallo Stato e dalla Sanità, è una malattia nota solamente ai diretti interessati e ai familiari, che ogni giorno si trovano ad affrontare la quotidianità con estrema fatica, estrema sofferenza.

La fibromialgia non lascia segni nemmeno nelle analisi di laboratorio e strumentali, non produce una ferita visibile è un dolore invisibile, non facilmente riconoscibile, non si fa vedere, si mimetizzi. Una malattia che rimane invisibile manca anche delle tutele lavorative e assistenziali per quelle persone che hanno esitato in gravità e disabilità.