Foibe, il ricordo delle vittime a Viterbo senza odio

10 febbraio 2019, una domenica nuvolosa e grigia nel capoluogo della Tuscia. Scivola per via Marconi, per poi arrivare a Valle Faul, il Tricolore.

Corteo Comitato 10 Febbraio

Oggi è il giorno del ricordo, il giorno in cui si ricordano le vittime delle Foibe. Una parola che ancora fa paura che rievoca morte, lutto e dolore. Centinaia di innocenti gettati vivi nelle foibe, migliaia gli  

Viterbo le ricorda, Viterbo ed il Comitato 10 Febbraio ancora una volta, commemorano la strage di innocenti firmata dal maresciallo Tito. Una strage ed un esodo arrivato anche nella Tuscia.

Il corteo

Il silenzioso corteo si ferma dove c’è il monumento dedicato ad uno dei martiri: Carlo Celestini, un infoibato, il simbolo delle vittime della nostra provincia, il primo ad essere stato riconosciuto.

“Anche la terra di Tuscia ha accolto i profughi, noi ricordiamo senza odio, i 15 conterranei come Ricci di Bassano in Teverina, un finanziere, Quadrecci vice brigadiere di Polizia, perché la città di Viterbo è stata sempre accanto, ricordando i martiri”. Così si esprime il giornalista Silvano Olmi, aprendo la commemorazione.

Silvano Olmi

Un incontro molto sentito quest’anno, con una particolare connotazione: la celebrazione si svolge nel nome di Norma Cossetto, il simbolo delle vittime, delle donne. Quest’anno il Comitato 10 Febbraio risponde con un sorriso, il sorriso di una donna che ha subito lo stupro di 17 belve umane ed è stata infoibata, perché come sottolinea Silvano Olmi:  “la sua medaglia civile La miglior risposta a chi nega le foibe ancora oggi”.

Maurizio Federici

Maurizio Federici nel suo sanguigno intervento risponde alla polemica dei “leoni della tastiera”, perché come sottolinea  “Qualcuno ha scritto  meno male che sono esistite”. Federici ricorda anche Desirè e Pamela, le  ragazze uccise negli ultimi mesi, vittime attuali, come Norma Cossetto, perché la stupidità e cecità umana non hanno limiti. “Un filo rosso – prosegue Federici – che congiunge questo modo di pensare ma che noi spezziamo guardando anche il film Red Land, dove si dice la verità per la prima volta”.

Mauro Rotelli e Silvano Olmi

Come specifica il deputato Mauro Rotelli “oggi sono 15 anni che è stata promulgata questa legge, in cui ricordiamo quelli travolti da un destino crudele” .

Il vice presidente della provincia Fabio Valentini

“Ricordare e non dimenticare è anche un dovere istituzionale”, aggiunge il vice presidente della provincia Fabio Valentini.

Giovanni Maria Arena

A concludere, il sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena, sottolineando con veemenza che è importante educare i giovani al ricordo delle Foibe. “Per noi i viterbesi ricordare, è dare un senso alla sofferenza e al sacrificio degli italiani, per non far dimenticare tutto questo”.

Federici, Contardo, Valentini, Arena
L’assessore Rita Chiatti e la senatrice Laura Allegrini

Nel corteo rappresentanti  della Questura, dei Carabinieri, della Finanza, dell’Aeronautica e dei Paracadutisti. Ci sono  anche la senatrice Laura Allegrini  e Rita Ciatti.

Il commissario Claudio Patara

Per il questore Massimo Macera,  il commissario Claudio Patara.

Il reduce del campo di concentramento Ferruccio Giurini

Toccante la  testimonianza  di Ferruccio Giurini, classe 1932, esule di Zara, con mamma sorella e fratello morti sotto i bombardamenti. Un sopravvissuto al campo di concentramento di Alatri, 1099 era la sua matricola di riconoscimento. Un donatore Avis con all’attivo 110 donazioni.

Tante le associazioni presenti, come l’associazione Nazionale Carabinieri Viterbo, insieme al presidente Bernardino Colageo ed alcune Benemerite.

 

La senatrice Laura Allegrini con una Benemerita

VITERBESI DECEDUTI IN SEGUITO A

DEPORTAZIONE, FUCILAZIONE O INFOIBAMENTO.

Totale 15

5 guardia di finanza

5 arma dei carabinieri

3 polizia

1 militare dell’esercito

1 civile, impiegato della Prefettura

ANGELETTI Finimaldo, di Emilio, nato a Nepi (VT) il 8 maggio 1913, Sotto Brigadiere della Guardia di Finanza,

Dopo la proclamazione dell’armistizio, il 12 settembre 1943 è catturato dai tedeschi e internato. Il 2 settembre 1944 evade dal campo di concentramento in Serbia e rimane sbandato in territorio Jugoslavo. Il 19 novembre 1944, mentre é alla macchia, viene catturato dai partigiani slavi e fucilato a Plevia (Pljevlja, Montenegro).

BACCHI Augusto di Egildo e Pelosi Francesca, nato a Acquapendente (VT) il 20 aprile 1920, Guardia di Finanza in servizio a Trieste.

I partigiani comunisti italo-sloveni, con l’inganno, il 2 maggio 1945 lo fanno prigioniero nella caserma di via Udine assieme ai suoi commilitoni della Prima Compagnia. I finanzieri sono trasferiti nella scuola di Roiano, un rione di Trieste e infine deportati in Jugoslavia nel famigerato gulag di Borovnica (Slovenia). Augusto Bacchi vi muore per grave deperimento organico il 26 giugno 45, in seguito alla fame e alle sevizie subite. La salma riposa presso il sacrario militare caduti “Oltremare” di Bari.

BIGERNA Otello fu Luigi e fu Chiara Tannozzini, nato a Acquapendente (VT) il 5 ottobre 1887. Civile, primo ragioniere impiegato della Prefettura, residente a Gorizia.

Prelevato a San Pietro di Gorizia il 13 settembre 1943 da partigiani comunisti italo-sloveni. Scomparso, quasi sicuramente infoibato. Svolgeva l’incarico di commissario prefettizio del comune di Spineto.

Il suo nome è presente in un elenco, consegnato nel marzo 2006 dal Ministro degli Esteri della Slovenia alla Prefettura di Gorizia, che contiene i nomi di 1048 persone. Bigerna è tra quelli scomparsi prima della data del 1 maggio 1945.

BROCCHI Francesco (detto Franco), nato a Civita Castellana (VT) il 23 settembre 1915, Brigadiere dei Carabinieri. “Prestava servizio di ordine pubblico – racconta un concittadino, Angelo Angelini detto Gino, classe 1921, che all’epoca era marinaio in servizio nell’arsenale di Pola – al termine della guerra lo invitai ad andarcene e a cercare di raggiungere Civita Castellana. Ma lui volle rimanere, per dovere e anche perché era legato sentimentalmente con una donna del posto. Infatti, quando la guerra era finita da qualche tempo, a Civita Castellana giunse una signora con una bambina per cercare Franco. I famigliari mi chiamarono e io confermai che effettivamente Franco aveva una relazione con questa donna. Madre e figlia furono accolte e rivestite e rimasero a Civita Castellana per 5-6 mesi, poi non le vidi più.”

CAROSI Ennio fu Giovanni e Margherita Discendenti, nato a Carbognano (VT) il 15 febbraio 1912, vice brigadiere dei carabinieri. In servizio presso il comando stazione carabinieri di Pisino (Pola). Prelevato a Gorizia dai partigiani comunisti italo-sloveni. Deportato in Jugoslavia e scomparso, probabilmente infoibato il 7 maggio 1945 a Gorizia.

CELESTINI Carlo, di Crescenziano e Annita Moretti, nato a Viterbo il 6 marzo 1922, Sergente dell’Esercito, scomparso, infoibato presumibilmente il 28 aprile 1945 a Dyakovo.

CORINTI Pierino, di Vincenzo e Brugiani Alfrida, nato a Castiglione in Teverina (VT) il 24 gennaio 1911, Guardia di Finanza.

Finanziere della Legione Territoriale di Udine della Guardia di Finanza, “fucilato da partigiani jugoslavi” a Canebola di Faedis (Udine) il 26 aprile1945.

Nel 1945 Corinti é in forza in un distaccamento della Guardia di Finanza nei pressi di Udine. Nell’aprile dello stesso anno svolge servizio di vigilanza presso un magazzino viveri e foraggi a Buttrio, alla periferia di Udine.

Negli stessi locali, con mansioni amministrative, é in servizio anche un sottufficiale tedesco, il quale, avendo compreso la tragedia del momento e nella speranza di aver salva la vita, fa causa comune con i partigiani di Tito operanti nella zona. Il tedesco convince i partigiani comunisti jugoslavi ad aggredire la caserma dei finanzieri.

Nella notte del 25 aprile 1945 un gruppo di partigiani irrompe nell’edificio intimando ai finanzieri la resa incondizionata e obbligandoli a seguirli per combattere i tedeschi.

Giunti nella località di Canebola, frazione di Faedis (Udine), i nove finanzieri capiscono di essere caduti in una fatale imboscata tesa loro da elementi infidi e avversari degli italiani.  Infatti, sono divisi in tre gruppi e condotti sotto buona scorta nelle impervie località di Iasbena, barbaramente fucilati e gettati in una foiba. I loro corpi saranno ritrovati il 19 luglio 1945.

LUPATTELLI Luciano di Ippolito e Corona Mancinelli nato a Vetralla (VT) il 24 maggio 1906, coniugato con Antonia Cecchetti di Soriano nel Cimino. Carabiniere della Legione Trieste in servizio a Muggia (TS) ucciso da partigiani comunisti sloveni il 24 aprile 1944 e poi gettato nella foiba di Aquilinia, frazione di Muggia. Viene ucciso perché testimone scomodo della morte di un suo collega, il carabiniere Gastone Englaro, anch’esso ammazzato e buttato in una foiba. Sembra infatti che, per evitare che rivelasse i nomi di chi lo prelevò, anche Lupattelli fu arrestato e infoibato.

MANCINI GIULIO, di Virgilio e fu Emma Lupino, nato a Civitella d’Agliano (VT) il 19 settembre 1922. Carabiniere ausiliario. Presta servizio nella caserma di Gradisca d’Isonzo (Udine). La sera del 24 giugno 1945 chiede il permesso per recarsi a Gorizia per prendere degli indumenti. Giunto in città é catturato dai partigiani di Tito i quali, dopo averlo torturato per tutta la notte, all’alba lo uccidono con un colpo di pistola alla nuca, sistema tipico dei killer comunisti. Il cadavere viene trovato il giorno successivo, alle ore 11, alla periferia di Gorizia, all’altezza della fornace di via del Poligono.

MERLANI Cesare di Luigi e Sestilia Della Rosa nato a Viterbo il 21 febbraio 1909. Impiegato comunale. Il 25 giugno 1940 è richiamato in servizio al Comando Legione di Trieste della Regia Guardia di Finanza, in servizio nella caserma di via Udine. Abita con la moglie a Trieste, in via Petrarca n.7.  I partigiani comunisti italo-sloveni il 2 maggio 1945 con l’inganno lo fanno prigioniero nella caserma assieme ai suoi commilitoni della Prima Compagnia. I finanzieri sono trasferiti nella scuola di Roiano, un rione di Trieste e infine deportati in Jugoslavia nel famigerato gulag di Borovnica. Deceduto nel gulag di S. Vito di Lubiana (Borovnica) per deperimento organico nel mese di luglio 1945 in seguito alla fame e alle sevizie subite.

PULCINELLI Fulvio, nato a Fabrica di Roma (VT), il 11 marzo 1923, matricola 64823, Guardia di PS, effettivo alla Compagnia Mobile di Zara. Al momento dell’armistizio, i partigiani comunisti di Tito entrano a Spalato, Fiume e Zara, e arrestano gli appartenenti alle forze di polizia. Fulvio Pulcinelli è dichiarato “irreperibile” a Spalato. Dopo la cattura, assieme a molti suoi colleghi, con ogni probabilità è fucilato dai partigiani jugoslavi in una data compresa tra il 19 e il 24 settembre 1943, nel Cimitero di San Lorenzo a Spalato, luogo dove sono soppresse decine di ostaggi italiani, poi sepolti in tre distinte fosse comuni.

QUADRACCI Vincenzo di Lanno e Genoveffa Martini nato a Bassanello (VT) (oggi Vasanello) il 22 maggio 1894. Vice Brigadiere di PS, coniugato, presta servizio a Trieste. Il 6 maggio 1945 i partigiani comunisti sloveni della minoranza locale lo prelevano dalla sua abitazione di Duino Aurisina in via delle Cave n. 55. Viene portato prima nelle carceri di Sesana (oggi Sezana, in Slovenia) e successivamente deportato il 24 maggio 1945 nel campo di concentramento n. 74 di Donje Polje in Slovenia, matricola 3567, dove sembra fosse ancora vivo alla data del 20 agosto 1948, ma non rispose mai alle lettere inviategli dalla moglie.

Altre fonti indicano che il Quadracci sarebbe stato prelevato dalle carceri di Sesana e trucidato il 25 maggio 1945 ad Equile Lipizzano, ex provincia di Trieste, oggi Lipica in Slovenia.

RICCI Giovanni, Nato a Bassano in Teverina (VT) il 18 febbraio 1915, di Antonio e Antonia Viani. Finanziere del I Battaglione Mobilitato della Guardia di Finanza.

Internato dai tedeschi in Jugoslavia dal 9 settembre 1943 in seguito agli avvenimenti dell’armistizio, è trattenuto in prigionia anche oltre la fine delle ostilità dalle truppe del maresciallo Tito.  Deceduto nel campo prigionieri di Bor (Jugoslavia – Serbia) il 26 luglio 1946. Investito da una frana prodottasi in una galleria della miniera di rame di Bor, dove era costretto a lavorare in condizioni di semi schiavitù.

Della sua morte si viene a conoscenza casualmente, grazie a un militare della Guardia di Finanza rientrato dalla prigionia.

TAMANTINI Fabio di Giulio e Anna Borghesi, nato a Viterbo il 25 dicembre 1907. Guardia scelta di PS, in servizio a Fiume. Ivi catturato il 3 maggio 1945 da partigiani comunisti italo-croati. Fucilato a Grobnico (Fiume)  nel massacro che costa la vita a 77 italiani tra Carabinieri, Agenti di PS e Guardie di Finanza, perpetrato dai partigiani titini il 14 giugno 1945.

TIBURZI Giovanni, fu Lorenzo e di Ippolita Lucia, nato a Cellere (VT) il 24 agosto 1916, celibe, vice brigadiere dei carabinieri in servizio a Fiume. Catturato dai partigiani jugoslavi, viene fatto salire su un camion assieme ad altri commilitoni e di lui non si hanno più notizie.