Giuseppe Costanza, l’autista giudiziario del giudice Falcone, dalla Commissione Parlamentare

Una notizia battuta dall’Ansa poche ore fa: la deposizione di  Giuseppe  Costanza davanti alla Commissione Parlamentare.

Ormai sono già passati 27 anni dal terribile attentato di Capaci  dove persero la vita i giudici Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Vi furono, purtroppo, anche  23 feriti, fra i quali gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza.
Gli attentatori quel maledetto 23 maggio fecero esplodere un tratto dell’autostrada A29, proprio al passaggio delle tre Fiat Croma blindate. Tutto per uccidere il giudice  Giovanni Falcone che secondo quanto dichiarato da Costanza ieri in Commissione,  gli avrebbe confidato che sarebbe diventato il procuratore nazionale antimafia, consigliandoli di prendere il brevetto per l’elicottero.
Nonostante la consegna della Medaglia d’oro al valor civile, i suoi otto anni come autista giudiziario del giudice Falcone, Giuseppe Costanza rimane ancora un emarginato dallo Stato.
Due anni fa in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, quest’uomo legato da una profonda amicizia con il giudice antimafia, è stato ospite proprio il 21 marzo, giornata recentemente ratificata dal Parlamento per ricordare tutte le vittime delle mafie. Un simbolo, un simbolo vivente, probabilmente perché quel giorno non era lui alla guida, ma proprio il giudice, come da lui ricordato. L’occasione è stata la presentazione del libro “Stato di abbandono” di Riccardo Tessarini, la  sua storia, la storia del superstite di una terribile mattanza.

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