Il romanzo “I tre cuori del polpo”, e il ritorno sul panorama editoriale del Trio della Madonnina

In diversi bar e in alcune librerie di Milano sono ormai visti con il fumo negli occhi, dopo che sono stati invitati a fare silenzio e non disturbare gli altri clienti con le loro voci che si accavallavano, a volte si alzavano di tono e, a tratti, sembravano recitare un copione. Chi ha rivolto loro l’invito non poteva immaginare che in quel momento Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone stavano partorendo trama, personaggi, dialoghi e sviluppo del loro prossimo giallo.

I tre, infatti, che nella vita di tutti i giorni sono un pubblicitario in ambito televisivo, il responsabile di un centro polifunzionale del quartiere periferico di Corvetto, periferia sud di Milano (“dove gravitano persone dai 3 ai 93 anni”, dice), e Francesco Gallone, venditore di fiori rigorosamente finti (“coì non ho il problema di bagnarli”, spiega orgoglioso) con un chiosco che si sposta per i diversi mercati rionali della città.

Tre persone diventate amiche e coautori sette anni fa quando hanno dato alle stampe “Operazione Madonnina”, che gli è valso l’appellativo di “Trio della Madonnina”, nome collettivo col quale sono ormai conosciuti e apprezzati dai cultori della letteratura gialla.

In questi giorni i tre sono tornati in libreria con un nuovo romanzo, “I tre cuori del polpo”, edito da Laurana, e con un personaggio, il Polpo, appunto, che potrebbe avere presto una trasposizione in tv o al cinema.

Li abbiamo incontrati nel bar dove il nuovo romanzo è stato partorito (di qui, almeno per ora, sembra che nessuno sia intenzionato a cacciarli), per capire come possa un trio scrivere un romanzo con uno stile assolutamente univoco, visto che Besola, Ferrari e Gallone, discutono ogni volta che si incontrano di tre capitoli e se ne assegnano uno a testa da scrivere.

L’amalgama è talmente incredibile che Ferrari, il più loquace del gruppo, spiega: “E’ capitato a volte che uno di noi non abbia riconosciuto un capitolo scritto da lui e ha dovuto chiedere conferma agli altri. Ormai c’è un quarto elemento nel gruppo attinge da ognuno di noi ”.

«Il personaggio creato dal Trio, il Polpo, è chiamato così perché ha sempre vissuto mutando forma all’occorrenza. Uno dei tanti servizi segreti italiani, l’ha costretto a mettere a disposizione le sue abilità e ad abbandonare tutte le sue vite precedenti. Sono passati sette anni. Ora è stanco, confuso. L’Agenda lo incarica di distruggere Louise Calemmi, ex soubrette, ora ecologista in politica. Ma non è facile, perché dal passato i nemici di ogni se stesso lo braccano e minacciano la famiglia dell’unica identità per cui rinuncerebbe alla propria natura multiforme. Dovrà imparare a essere cattivo. Ma avrà una legione dalla sua parte. Tutta nella testa», illustra la trama Besola.

Per scrivere e creare i personaggi”, interviene Gallone, “attingiamo dal nostro quotidiano. Il mio banco di fiori è un punto di osservazione unico, così come lo è il centro polivakente dove lavora Andrea, al quale, quando ha bisogno di approfondire la descrizione di un luogo di Milano, basta rivolgere alcune domande agli ospiti della struttura più avanti con gli anni e chiedere com’era un determinato posto della città in un determinato periodo”.

I romanzi del trio sono molto “milanesi”: riconoscibili i luoghi, ma riconoscibili soprattutto i caratteri dei milanesi, con i loro vizi, i loro tic e le loro virtù. Perché il Polpo, con le sue molteplici identità, può essere chiunque di noi, costretto a mimetizzarsi a seconda della bisogna”.

Quando si parla di mimetismo, tutti pensano subito al camaleonte”, chiosa Besola, “facendo ricerche abbiamo capito che non è così, e che il Polpo davvero è dotato di tre cuori, come nel titolo del romanzo”.