“Il traditore”, al Tuscia Film Fest, l’applauditissimo Pier Francesco Favino

Una delle pagine di cronaca  più drammatiche, descritta attraverso gli occhi di Marco Bellocchio.

È “Il traditore“,  il film magistralmente interpretato da Pierfrancesco Favino, applauditissimo nella seconda serata del Tuscia Film Fest, presentato a Viterbo, lo scorso venerdì.

Marco Bellocchio, il regista,  ha ricevuto il premio Tuscia Terra di Cinema “Luigi Manganiello” 2019. Sono stati proprio I figli dell’avvocato  scomparso anni fa, Paolo e Antonio, a consegnarlo con Marco Santoni.

Tommaso Buscetta, il primo collaboratore di giustizia,  interrogato  dal giudice Giovanni Falcone all’indomani della sua estradizione. Tommaso Buscetta che si considerava un mafioso vecchio stampo, grazie a Pierfrancesco Favino,  rivive la sua storia così forte e contraddittoria.  attraverso l’attore differente da quelle immagine di mafioso bestiale. “Don Masino” o “boss dei Due Mondi”, il pentito che poi ha cambiato i rapporti tra Stato e criminalità organizzata con le sue rivelazione rivelazioni e ovviamente la sua collaborazione con la giustizia. La sua verità comunque è stata utile ed infatti come sostenuto da Marco Bellocchio ” il risultato c’è stato”.

Favino sul palco della splendida cornice di Piazza San Lorenzo dice: ” Non credo nella sua redenzione”.

Il film è ricco  di vicende, di colpi di scena,  con il pritagonista che  nel corso della sua vita si è trovato a chiudere con il passato. “Il traditore”,  questo titolo perché probabilmente Buscetta è andato avanti attraverso scelte che lo hanno portato a tradire.

L’interprete lo rende vero,  un uomo che dimostra una grande lucidità che è entrato nella negli affari di Cosa Nostra appena sedicenne,   prima dell’avvento dei Corleonesi.

Buscetta  vede la sua famiglia sterminata, mentre è in Brasile. A Palermo c’è una guerra e lui è molto temuto dai Corleonesi, perché la sua presenza potrebbe far vacillare tutti gli equilibri. Tommaso Buscetta non risponde ai Corleonesi con il mitra,  ma inizia a parlare con i magistrati, consegnando la sua verità.

Del resto il giudice Giovanni Falcone ringraziando Tommaso Buscetta, disse che grazie alle rivelazioni del pentito “possediamo le chiavi di quel mondo sotterraneo chiamato Cosa Nostra”, grazie alle rivelazioni del pentito.

L’uomo che ha svelato i segreti di Cosa nostra morirà poi a 72 anni colpito da un tumore negli Stati Uniti.

Pierfrancesco Favino afferma di essersi  preparato “per 4 mesi, studiando il personaggio, la storia”.

Lo abbiamo visto visto. È stato grande.