Lia Palomba, l’oncologa che sfida il male per restituire la vita ai malati

Anche il mondo della medicina è donna. Lo è grazie a donne tenaci, caparbie ed impegnate giorno per giorno, come appunto una sassarese doc: la dottoressa Lia Palomba.

Mi viene in mente una frase di un’altra grande donna, Rita Levi Montalcini: “Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza” che si abbina ad hoc a questa giovane dottoressa che sta facendo la sua parte per cambiare al meglio la vita degli esseri umani. 

Del resto se si cerca in giro per internet qualche notizia su di lei, si scopre che proviene da una famiglia doc: il padre Raffaele è professore di Anatomia chirurgica all’università di Sassari, la sua prima cattedra nel 1943.  Anche la sua mamma,  Iosetta Deledda, è un’ internista e cardiologa,  primario per anni anche all’ospedale San Martino di Oristano.

 Lia Palomba, che ultimamente è stata ribattezzata “Dottoressa House“, come riportano molti giornali, è la secondogenita di quattro fratelli: Michele, ricercatore,  Francesco, farmacista  e Luigi.

Dal Liceo classico Azuni passa alla Facoltà di Medicina a Sassari e successivamente a Pavia, specializzazione in Ematologia.

 Una ragazza tenace e volitiva, una vera sarda.  Piano piano la sua meravigliosa ed amata  isola non le basta più, perché approda nel North Carolina, a Durham, al centro del Research Triangle Park. Si sposta in Massachusetts,  precisamente a Boston, dove frequenta per  tre anni il New England Medical Center,  una specializzazione in Medicina interna ed infine la specializzazione in Oncologia allo Sloan-Kettering di New York e tanto altro.

La sua vita è una continua sfida: aiutare chi soffre è la sua missione, come quel ragazzo di Pittsburgh, salvato proprio da lei.

Con l’oncologa Palomba  la scienza compie passi che hanno anche  il sapore di umanità, di amore per il prossimo, tanto da essere segnalata persino su un report del New York Times , sui “medical detectives”,  che risolvono i  cosiddetti casi impossibili.

La scienziata sassarese non si ferma, tanto da individuare una nuova terapia per la cura di linfomi e leucemie di tipo linfatico che, secondo un’intervista rilasciata dalla dottoressa Palomba a La Nuova Sardegna si basa sulla “manipolazione genetica del sistema immunitario autologo, le cellule vengono spedite in laboratorio e geneticamente modificate”.

 Del resto, come scriveva Oriana Fallaci:  “Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai”.

Grazie dottoressa Lia Palomba.

Foto tratta dal web