Oggi è Ferragosto, considerazioni sorseggiando un caffè

di Loredana Lanza

Oggi è Ferragosto. Nel boom degli anni ’60/70, andare in ferie era uno status simbol, era il modo, non tanto di evadere, ma di mettersi in mostra.

Magari era un fine settimana a pochi chilometri da casa, per raccontare qualcosa di diverso al ritorno… o paventare quell’abbronzatura appena accennata, e pavoneggiare la possibilità di aver percorso un po’ di strada, magari con la “600” usata.

Oggi le ferie, rimangono uno status simbol… ma… solo se ti imbarchi su un aereo e ti avventuri in paesi lontani: Africa, Norvegia, Thailandia, Giappone e tanti altri.

Il ritorno sarà programmato nell’ esporre foto e video inverosimili ad amici e parenti, e soffermarsi con gusto nei loro sguardi esterrefatti. Tutto finirà lì !
Poi ci sono le famiglie che in ferie non vanno o non sono mai partiti, quelle persone che si svegliano al canto del gallo, entrano in fumose fabbriche, coltivano i campi… quelle persone che sudano la vita, e vivono sulle emozioni di chi è tornato, senza mai rimpiangere, di non aver potuto comprare un biglietto aereo, e sognare fra le nuvole. In fondo, sognano comunque accarezzando terra e mare, utensili freddi che sfamano la famiglia.
Poi ci sono gli ammalati, i  reclusi, gli invalidi e i vagabondi: questi sono perennemente in ferie, liberando la fantasia nel loro spazio, per angusto che sia, sarà immenso!