Papa Francesco ad Hiroshima: “Mai più la guerra”

Ricordare, camminare insieme, proteggere. Questi sono tre imperativi morali che, proprio qui a Hiroshima, acquistano un significato ancora più forte e universale e hanno la capacità di aprire un cammino di pace“.

Si esprime così Papa Francesco al Memoriale della Pace (Hiroshima), i occasione del Viaggio Apostolico il 24 novembre .

Un luogo di martirio, di dolore, di distruzione dove il 6 agosto 1945 , venne sganciata la bomba atomica.

L’incontro per la pace ad Hiroshima, la  seconda tappa dopo la Thailandia. Fuso orario, sei ore di volo, senza considerare il passaggio dai 30 gradi di Bangkok, alla pioggia battente di Tokyo non hanno fermato il Santo Padre che invita con un forte appello, “In un’unica supplica aperta a Dio, e a tutti gli uomini e donne di buona volontà, a nome di tutte le vittime dei bombardamenti“, a non proseguire mai in quella direzione.

Papa Francesco si è soffermato sull’utilizzo dell’energia atomica in guerra, che definisce distintamente  “Un crimine, non solo contro l’uomo e la sua dignità, ma contro ogni possibilità di futuro nella nostra casa comune“.

Un momento di intensa preghiera per le vittime ed i sopravvissuti questo del Pontefice che si manifesta nelle parole nelle quali afferma:  “Mi inchino davanti alla forza e alla dignità di coloro che, essendo sopravvissuti a quei primi momenti, hanno sopportato nei propri corpi per molti anni le sofferenze più acute e, nelle loro menti, i germi della morte che hanno continuato a consumare la loro energia vitale“.

Papa Francesco sottolinea il valore della memoria, del rispetto per quanto è successo perché “Non possiamo permettere che le attuali e le nuove generazioni perdano la memoria di quanto accaduto, memoria che è garanzia e stimolo per costruire un futuro più giusto e fraterno”.

Infine, con parole  determinate lascia un invito: “Mai più la guerra, ma più il boato delle armi, mai più tanta sofferenza! Venga la pace nei nostri giorni, in questo nostro mondo“.

Un messaggio universale che ci chiama a riflettere, a guardarci intorno, ma anche dentro, accettando e rispettando il Creato.

Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: “Su te sia pace!”» (Sal 122,8).

Mai più la guerra!

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