Paulowna, una ”pianta strana” a Viterbo

Proviene dall’Asia e arriva in Europa agli inizi del 1800, importata dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali. È l’albero della Paulowna.

Il suo nome è dedicato alla Granduchessa Anna Paulowna Romanov, figlia dello Zar Paolo I di Russia e moglie del re Guglielmo II dei Paesi Bassi.
In Giappone, dove è molto accentuato il rispetto per la natura, soprattutto per le piante, è considerato un albero sacro e nell’antichità, la sua sagoma, veniva ricamata nei vestiti degli imperatori.

Paulowna, particolare della foglia

Attualmente, la tradizione vuole che quando nasce una bimba, venga piantato un albero di Paulowna, per poi, con il suo legno ricavarne una cassa per conservare i regali di nozze della futura sposa.
E’ una pianta che cresce molto velocemente e con la sua chioma rigogliosa composta da foglie cuoriformi, regala ombra per le calde giornate estive o medicinale e mangimi.
Anche i fiori, che possono essere di colore bianco o lilla, molto profumati, sono preferiti dalle api, per il loro nettare.

Paulowna a Viterbo

A Viterbo, ha scelto di vivere in Via dell’Ortaccio, nel cuore del quartiere medievale. E’ spuntata, circa tre anni orsono, da una piccola spaccatura della strada, senza ricevere alcuna cura particolare da parte degli abitanti.
Rimane difficile stabilire chi avrà portato quel seme, ma è bello immaginare che la scelta non sia stata casuale, ma mirata per abbellire un piccolo vicolo, ricco di storia.