Reddito di maternità, Mario Adinolfi presenta a Viterbo la proposta di Legge del Popolo della Famiglia

Una misura strutturale che costa poco, una soluzione che contrasta la cultura dell’eutanasia, dell’aborto, dove le donne devono avere il diritto di essere madre, di procreare. È il progetto del Popolo della Famiglia proposto a Viterbo, ieri sabato 9 marzo.

Sul palco del teatro Murialdo S.E. il vescovo di Viterbo Mons. Lino Fumagalli ed il presidente del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi.

Monsignor Lino Fumagalli e Mario Adinolfi

L’idea di speranza del Popolo della Famiglia riparte dai figli. Anche da Viterbo, gli ultimi colpi di coda della campagna del Movimento, dove Mario Adinolfi propone una legge chiave, per cambiare radicalmente le cose. Il bene del Paese è lo scopo e la proposta di Legge sul Reddito di maternità, è la chiave di lettura.

“I cattolici che devono fare?, così esordisce Mario Adinolfi presidente del movimento – Svegliarsi e non dividersi, la politica è territorio di divisioni. Se la parte è promotrice di bene, riesce ad essere attrattiva”.

Adinolfi ha le idee chiare e sottolinea che sono ormai cinque anni che l’Italia batte il record di denatalità. Ogni anno ci sono meno figli in Italia e quindi non regge il welfare. 
L’ex parlamentare manifesta a chiare lettere l’esigenza di trovare  una soluzione concreta e soprattutto immediata.

Quello che emerge dalle sue parole è che c’è l’intenzione di dare alla famiglia un investimento, per riconoscere il ruolo del mestiere di mamma, ormai sempre più decisivo per il tessuto economico del nostro Paese.

I bambini del ’46 hanno fatto diventare l’Italia al 4 posto nel mondo, la crescita è collegata ai figli, la natalità crea ricchezza. 

Ed infatti prosegue: “È possibile che sia lasciata sola”? Vogliamo riparare attraverso la parola diritti”. La donna non è libera il vero dramma è che hanno fatto diventare i figli dei pesi. quindi subentrano i nuovi diritti civili come l’eutanasia l’aborto. Culle piene perché questo paese affonda il popolo della famiglia sente il dovere di indicare una soluzione.

“Si  tratta di dare un assegno mensile ad ogni mamma per circa €1000 per 8 anni e se per caso il figlio è disabile un vitalizio perpetuo. “Questo permette che la maternità sia una libera scelta dei coniugi, liberi di avere figli”, afferma il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli.

Ormai le coppie si sposano tardi, per mancanza di un lavoro sicuro e questo comporta un rischio anche di denatalità.

“Nel capoluogo della Tuscia è in aumento il numero degli anziani il 60% delle famiglie è composto da due persone e il 6% da una sola persona – prosegue il vescovo di Viterbo – E questa non è una proposta partitica, che io sostengo non schierandomi”.

Il vescovo Fumagalli evidenzia l’importanza della presenza dei cattolici a livello trasversale, perché portatori di valori.

Cita il cardinal Bassetti che scrive che “Questo è il tempo della semina per Chiesa, dov’è la deve assumere la consapevolezza del suo ruolo, deve essere il sale della terra in ogni ambito”.

Del resto anche Padre Occhetta sostiene che “C’è chi invoca una terza primavera dei cattolici”, come ricorda il vescovo.
La posizione dei cattolici quindi è quella di preparare condizioni politiche e sociali, per arrivare al reddito di maternità.

Il decreto, in definitiva, anche  una chiave che eliminerebbe l’aborto, il diritto di uccidere un bambino nel grembo. 

Infine Mario Adinolfi propone che “Alla donna va riconosciuta la capacità di poter scegliere, quindi, E se lo si fa da cattolici salvando una vita o tante altre, si è fatto un pezzetto di storia”
E conclude: “Se ripartiamo dai figli, per i cattolici diventa occasione di trasversalità”.

Guido Pianeselli e Paolo Baldassarre

Presente in sala il coordinatore Lazio Nord del movimento,  Guido Pianeselli che parla di questo progetto del Movimento come “Un progetto unico, mai presentato, con oltre 30000 oltre firme al 28 febbraio, da presentare a maggio in Parlamento”.
Con lui il coordinatore provincia Paolo Baldasarre.

Assessore Antonella Sberna e Mario Mancini

Tra i politici viterbesi in teatro gli assessori  comunali Antonella Sberna ed  Alessia Mancini, il deputato Mauro Rotelli ed i consiglieri comunali  Matteo Achilli e Gianmaria Santucci.

Foto di Mariella Zadro