Ricordato Jan Palach a cinquant’anni dalla morte a Viterbo

Il  19 gennaio 1969, cinquant’anni fa, dopo tre giorni di agonia cessava di vivere Jan Palach, che il 16 gennaio in piazza San Venceslao a Praga si era cosparso di benzina e dato alle fiamme per protestare contro l’occupazione militare che aveva stroncato la primavera di Praga, facendo di se stesso una torcia umana per risvegliare le coscienze. Era un giovane studente antiautoritario, socialista libertario, amico della nonviolenza, che si era ispirato per il suo gesto estremo alla lotta nonviolenta dei monaci buddhisti in Vietnam.
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Lo ricordo ancor oggi, cinquant’anni dopo la sua morte, con la stessa emozione di quando, allora, mi raggiunse la notizia di quel rogo, ed ero un ragazzo.
La vicenda della Primavera di Praga e della sua brutale repressione, quella vicenda di speranza e sofferenza che con forza inaudita Jan Palach testimonia ancora, e’ una vicenda che molto ha contato nella mia vita, nelle scelte che ho fatto e che mi hanno reso la persona che sono. Pochi anni dopo entrai nell’impegno politico e vi entrai divenendo un militante comunista antitotalitario, trovando un punto di riferimento nel gruppo del “Manifesto” che sulla rivista da cui prese il nome aveva pubblicato un testo che non ho piu’ dimenticato, il cui titolo era: “Praga e’ sola”.
Affinche’ Praga non fosse piu’ sola, affinche’ il socialismo dal volto umano di Dubcek potesse infine realizzarsi, affinche’ Jan Palach non fosse morto invano, anch’io mi decisi alla lotta.
Sono restato un militante politico per il resto della mia vita, un militante politico del movimento delle oppresse e degli oppressi in lotta contro tutte le violenze e le oppressioni, per la liberazione dell’umanita’; un militante politico persuaso dell’eguaglianza di dignita’ e diritti di tutti gli esseri umani; un militante politico impegnato affinche’ fra tutti gli esseri umani sia messo in comune tutto il bene e tutti i beni; un militante politico comunista antitotalitario, ovvero socialista e libertario, e quindi necessariamente una persona amica della nonviolenza.
Anch’io fui illuminato dal tragico grido di quella terribile torcia.
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La vicenda della Pimavera di Praga e della sua brutale repressione, la figura di Jan Palach che e’ uno dei simboli indimenticabili di quell’ora di verita’, ancora ci interpella.
Ci convoca alla scelta della nonviolenza, che sola si oppone a tutte le violenze.
Ci convoca a realizzare il socialismo dal volto umano di Dubcek, il liberalsocialismo di Capitini, a realizzare la politica e la societa’ che pensarono e agirono e testimoniarono Rosa Luxemburg e Simone Weil, Virginia Woolf e Hannah Arendt, Laura Conti e Franca Ongaro Basaglia, Ginetta Sagan e Wangari Maathai, Margarete Buber-Neumann e Germaine Tillion, Assia Djebar e Berta Caceres, Simone de Beauvoir e Luce Fabbri.
Ci convoca a lottare affinche’ nessun essere umano mai piu’ si trovi in condizioni in cui ritenga necessario o preferibile o inevitabile rinunciare alla vita, ne’ nella forma del suicidio, ne’ in quella del “digiuno fino alla morte”, ne’ in alcun altro modo: ogni essere umano ha diritto alla vita, nessun essere umano deve essere abbandonato alla morte.
Ci convoca a fare i conti con il totalitarismo in tutte le sue forme e a dedicare tutte le nostre forze ad opporci ad ogni regime che nega la vita, la dignita’ e diritti degli esseri umani.
Ci convoca alla lotta per la pace e i diritti umani, per la legalita’ che salva le vite, per una societa’ giusta e rispettosa di ogni singolo essere umano e dell’intero mondo vivente.
Ci convoca alla comprensione del fatto che siamo una sola umanita’ in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera.
Ci convoca a ricordarci sempre che solo facendo il bene si puo’ contrastare il male.
Ci convoca a ricordarci sempre che salvare le vite e’ il primo dovere.
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Vado svolgendo nell’animo mio queste meditazioni nelle ore in cui giunge la notizia di un altro naufragio nel Mediterraneo, una nuova strage degli innocenti.
Vado svolgendo nell’animo mio queste meditazioni mentre in Libia, a un braccio di mare dall’Italia, innumerevoli esseri umani innocenti soffrono inaudite violenze nei lager delle mafie schiaviste.
Vado svolgendo nell’animo mio queste meditazioni mentre in Italia un governo razzista e golpista, un governo che non fa mistero delle sue pulsioni totalitarie, sta commettendo crimini abominevoli, crimini nazisti.
Un governo razzista e golpista che da mesi sta attuando una politica di omissione di soccorso nei confronti di naufraghi in pericolo di morte, e di sabotaggio dei soccorritori volontari che salvano vite umane nel Mediterraneo, negando loro approdo in porti sicuri in Italia.
Un governo razzista e golpista di cui esponenti di primario rilievo da anni conducono una forsennata propaganda di istigazione al razzismo.
Un governo razzista e golpista di cui il recente cosiddetto “decreto sicurezza” introduce nell’ordinamento italiano misure di discriminazione, segregazione e persecuzione razzista, misure disumane, criminali e criminogene che sono state autorevolmente definite “apartheid giuridico”, palesemente incompatibili con la Costituzione della Repubblica Italiana, con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, con la Dichiarazione universale dei diritti umani, con lo stato di diritto, con la civilta’ giuridica e il diritto internazionale.
E mentre assisto a questo orrore so cosa avrebbe pensato Jan Palach.
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Lo ripeto una volta ancora.
Io credo che ogni persona che ha un cuore dovrebbe insorgere per ottenere che a tutti gli esseri umani in fuga da guerre e fame, da dittature e devastazioni, dalla rapina e dallo sfruttamento schiavista e dall’oppressione di poteri violenti, sia riconosciuto il diritto di giungere nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro per salvare la propria vita.
Io credo che ogni persona che ha un cuore dovrebbe insorgere per ottenere l’immediata cessazione di ogni atto criminale, persecutorio, razzista ed incostituzionale da parte del governo della disumanita’.
Io credo che ogni persona che ha un cuore dovrebbe insorgere per ottenere le dimissioni del governo della disumanita’.
Io credo che ogni persona che ha un cuore dovrebbe insorgere per ottenere che i ministri del governo della disumanita’ responsabili di crimini abominevoli siano processati e condannati secondo le leggi vigenti.
Io credo che ogni persona che ha un cuore dovrebbe insorgere per ottenere che siano riconosciuti tutti i diritti umani ed innanzitutto il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.
Io credo che ogni persona che ha un cuore dovrebbe insorgere per ottenere che cessi in Italia la schiavitu’, cessi in Italia la segregazione razziale, cessi in Italia la violenza razzista e fascista.
Io credo che ogni persona che ha un cuore dovrebbe insorgere per salvare tutte le vite.
Io credo che ogni persona che ha un cuore dovrebbe insorgere per difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani.
Io credo che ogni persona che ha un cuore dovrebbe insorgere in difesa della Costituzione repubblicana, della democrazia, dello stato di diritto, della civilta’, dell’umanita’.
Io credo che ogni persona che ha un cuore dovrebbe insorgere per restare umana, perche’ tutti gli esseri umani restino umani.
Insorgere con la forza della verita’.
Insorgere con la scelta della nonviolenza.
Insorgere per la legalita’ che salva le vite.
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Non potei impedire che Jan Palach incendiasse il suo corpo.
Ma posso ascoltare e cercare di inverare oggi il suo messaggio.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e’ il primo dovere.

Foto tratta dal web