Simonetta Cesaroni, un mistero ancora irrisolto. Verità e giustizia ancora lontane

Roma, 7 agosto 1990 una ragazza di 21 anni viene barbaramente uccisa con 29 coltellate sul posto di lavoro. Oggi, 9 agosto 2019, a distanza di ben 29 anni, il caso è ancora irrisolto.

Al numero civico 2 di via Poma si è consumato uno dei delitti più cruento della cronaca italiana. La giustizia non ha ancora trovato il colpevole. “Dei ma e dei se, sono piene le fosse” , dicevano i nostri nonni. Quel che resta è che questa bella ragazza di Cinecittà ha varcato per l’ultima volta il cancello di via Carlo Poma a Roma e da lì ne è uscita cadavere, trafitta e colpita da 29 coltellate negli uffici dell’Aig, (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù) dove lavorava come segretaria.

Indagini, ipotesi, processi che non hanno portato a nulla: questo efferato omicidio rimane impunito, rimane un cold case made in Italy.

L’assassino  ha portato via la calzamaglia, gli slip e la maglietta, lasciandole addosso solo la canottiera di seta e le calze bianche. L’appartamento era in ordine, ripulito in modo impeccabile e si trovava in un ordine surreale. Non c’era uno schizzo di sangue sulle pareti e sul pavimento. Ma la giovane, finita con alcuni colpi alla giugulare, aveva perso almeno quattro litri di sangue, come stabilito dal medico legale.

Un caso che grida giustizia e vendetta. Una ragazza bella e giovane che se per caso tardava, avvisava a casa, è in una bara al Cimitero Comunale di Genzano di Roma.

Il feroce assassino ha portato via le sue mutandine, i fuseaux e la maglietta, con gli orecchini,  un anello d’oro, un bracciale ed un girocollo d’oro. Simonetta ha il reggiseno allacciato, ma abbassato, con i seni scoperti.

Addosso ha solo le calze,  la canottiera di seta. L’appartamento di via Carlo Poma è ripulito, come riportano le cronache dell’epoca, nessuno schizzo del sangue di questa povera ragazza. Eppure lei deve aver lottato. È stata finita con alcuni colpi alla giugulare, perdendo circa 4 litri di sangue, secondo quanto stabilito dal medico legale.

Le chiavi che Simonetta usava per aprire l’ufficio non sono state mai ritrovate.

“La verità può ancora venire fuori: bisogna guardare alle evidenze forensi che esistono nel fascicolo processuale, ovvero le tracce e i reperti» dell’omicidio. Parla così il criminologo Carmelo Lavorino, autore de «Il delitto di via Poma. Sulle tracce dell’assassino”. Probabilmente c’è stata qualche falla nelle indagini iniziali.
Ad essere indagate sono diverse persone. Il primo dei quali è stato il portiere dello stabile, Pietrino Vanacore, successivamente Salvatore Volponi, il datore di lavoro di Simonetta, Federico Valle, il  figlio di un professionista che aveva uno studio in via Poma ed infine Raniero Busco, che all’ epoca era il fidanzato della ragazza. Tutti vengono scagionati dall’accusa di omicidio.

Pietrino Vancore viene rinvenuto  cadavere il 9 marzo del 2010 a Maruggio, in provincia  di Taranto. L’ uomo si suicidò, entrando in acqua, legandosi una corda a un piede e legando l’altra estremità a un albero sulla scogliera. Nello stomaco vengono trovate tracce di un diserbante, che Vanacore avrebbe ingerito prima di lasciarsi andare nelle acque del mare, tra l’altro gelide.
Raniero Busco l’ex fidanzato di Simonetta è assolto definitivamente dalla Corte di Cassazione.
Tutti liberi,  eppure Simonetta è stata uccisa. Qualcuno l’ha fatta franca. Sicuramente conosceva bene lo stabile, sapeva come muoversi nel dedalo di corridoi di via Poma.

Quel che è certo è il coroner ha rivelato 29 coltellate, un vistoso ematoma sulla tempia, 
pugnalate al viso, sul sopracciglio e nell’occhio destro al sinistro, 14 ferite al basso ventre.

Non ci sono certezze, mentre a via Poma ormai si convive con i misteri. Sei anni prima, venne uccisa Renata Moscatelli, una donna di 68  anni,  trovata soffocata sotto a un cuscino.
Inoltre, nel novembre del 2009, è stato rinvenuto il cadavere dell’avvocato suicida Massimo Buffoni.

Simonetta è lì, in quel cimitero di Genzano, accanto al padre morto di “crepacuore”. La mamma è la sorella aspettano ancora giustizia e verità. Il mistero rimane.

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