Tempesta emotiva, premier Conte: “Nessuna reazione emotiva può giustificare o attenuare la gravità di un femminicidio”

Sedici anni, grazio allo sconto di un terzo della pena sommato alla concessione delle attenuanti generiche. È quanto spetta ad un uomo, Javier Napoleon Pareja Gamboa, per aver ucciso a coltellate la moglie, Jenny Angela Coello Reyes, dopo aver scoperto che lei non aveva lasciato il suo amante.

L’omicidio risale all’aprile del 2018 ed il PM aveva chiesto, invece, 30 anni. Condanna quasi dimezzata, dato che l’uomo era spinto da rabbia, disperazione, delusione.

Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, l’omicidio è scaturito “come reazione al comportamento della donna, del tutto incoerente e contraddittorio, che l’ha illuso e disilluso nello stesso tempo”.

“Riesumazione del delitto d’onore”,  come commentato anche dall’avvocato della donna uccisa, ma quello che emerge è pesante. La “tempesta emotiva”, della quale tanto si parla in questi giorni, porta a pensare che sia una motivazione illogica, inaccettabile.

Persino il Premier Giuseppe Conte si è pronunciato scrivendo su Facebook: “Nessuna reazione emotiva, nessun sentimento, pur intenso, può giustificare o attenuare la gravità di un femminicidio”.

Attenuazione della pena, sentenza che farà sicuramente ancora discutere. Quasi una scusa per considerare  una tempesta emotiva, conseguenziale, tanto da poter influire sulla responsabilità penale.