“Vittorio e la rosa rossa”, di Mariella Zadro

Questo ricordo risale a circa 40 anni orsono.

Praticamente quando ho iniziato a frequentare il mondo della scuola.

In quegli anni, mi ero iscritta alla facoltà di Sociologia a Roma, e tra una lezione di Ferrarotti e di antropologia culturale, capitava di essere chiamate per fare una supplenza!!!!!

L’aspettavamo come un evento, ci metteva gioia, preoccupazione, ma si accettavano, anche con la febbre.

Sì anche “malatine”, perché se rifiutavi, andavi in coda alla graduatoria che era di circolo.

Una mattina del mese di ottobre…ricevo una telefonata, da una voce ferma e chiara, si presenta, sono il Direttore F.V. della scuola elementare della Pila. Ho una supplenza per lei…venga domani alle ore 09,00

Non si dormiva per pensare a cosa sarebbe successo l’indomani, ma devo preparare un esame, non posso mancare alle lezioni del martedì e giovedì…come faccio??????

L’indomani, mi presento. La Pila era una scuola meravigliosa!!!!(considerando che avevo conosciuto le Monachelle (Emilio Bianchi e San Martino al Cimino) …ricordo il freddo di quelle aule.

Il Direttore mi riceve in presidenza, mi appella “donna Maria” e mi domanda:” Noi ci conosciamo?” momentaneamente non ricordavo. Uomo molto distinto con il suo doppio petto blu, camicia bianca con gemelli e curatissimo, Poi aggiunge che dovrò sostituire per 15 giorni un maestro (credo si chiamasse Canettieri) che doveva prepararsi per un esame all’università (lui…io avrei studiato di notte) Era attività pomeridiana dalle 14,30 alle 16,30 da svolgere, se possibile, in palestra.

Ero veramente felice!!! Avevo una palestra tutta per me, attrezzatissima, nuova e un gruppo di alunni (circa 22) delle classi terze. Potevo mettere in pratica le mie conoscenze di atletica e di basket.

Però, prima di salutarmi, mi elenca alcuni luoghi dove noi ci fossimo precedentemente incontrati: sindacato, campo scuola (io lo frequentavo), amici in comune??bah…

Mentre tornavo a casa…ecco, mi ricordo!!! Triste ricordo purtroppo. Certo! Certo! … era il marito della signora Mara, vicina di stanza della mia mamma, ricoverate in clinica Santa Teresa …la mia adorata mamma ci aveva lasciati il 27 giugno……

L’indomani, finita la lezione, mentre raccattavo il materiale, viene in palestra e, prendendomi la mano mi disse:” Certo che mi ricordo, ci siamo visti in clinica donna Maria, ma la signora Graziella?” Io non riuscii a rispondere, ma lui capì.

Gli anni passarono, tornai alla Pila, sempre come supplente dopo circa tre anni.

Salutai di nuovo il Direttore che mi accolse, come sempre in direzione, ma sulla scrivania notai un ritratto con accanto una rosa rossa. Non chiesi, ma capii…

Andando in giardino, con gli alunni, vidi proprio sotto le finestre della segreteria una pianta di rose: rosse, vellutate e profumatissime

Il Bidello, Bruno, mi disse che l’aveva piantata il direttore ed ogni giorno, quando era in fiore coglieva una rosa per la sua Mara.

Entrai in ruolo nell’anno 1981-1982 e dopo un po’ di peregrinare, ottenni il trasferimento …alla Pila.

I Direttori si susseguirono e la pianta delle rose era ancora lì bellissima e curatissima. Ci furono alcuni tentativi da parte di alcuni genitori, di eliminarla, perché aveva le spine e i figlioli correndoci intorno si sarebbero feriti. Fortunatamente, dopo aver raccontato la sua storia, la pianta veniva sempre salvata.

Quest’anno, tornando a scuola, vidi la pianta molto sofferente. Aveva fiorito solo una volta e Dino, l’attuale bidello, che si interessa alla manutenzione del verde del giardino, mi dice di averla potata e concimata, come faceva da anni, ma non vedeva alcun miglioramento, anzi si stava esaurendo.

Solo dopo una decina di giorni incontrai una collega: Anna Maria Tosi che mi comunicava la morte del Preside, avvenuta forse gli ultimi giorni di agosto o i primi di settembre.

La bellezza della natura è sempre un grande mistero!