Yuri Sannino: “Sono onorato di poter indossare ogni giorno quella stupenda divisa che rappresenta migliaia di valori in due semplici colori”

Yuri Sannino, il poliziotto accoltellato a Tor Bella Monaca, lo scorso 28 giugno durante un controllo in via dell’Archeologia, ha incontrato i giornalisti.

Durante la conferenza stampa ha raccontato che, dopo essere stato ferito  con un fendente da Pietro Maruca, per sedare una lite coniugale scoppiata dentro la tabaccheria della signora,  è stato circondato ed attaccato da un gruppo di trenta cittadini che lo hanno accerchiato, tentando di strappargli la pistola. Non soddisfatti della loro malvagità, hanno persino cercato di bloccare la corsa della  volante verso l’ospedale .

 

Onore e rispetto per questo eroe del quotidiano, della Polizia di Stato, Questura di Roma.

Ecco il testo della lettera dell’agente Yuri Sannino diffusa a mezzo stampa:

Finalmente sono nelle condizioni di poter scrivere qualcosa anch’io. Ringrazio la mia amministrazione, la polizia di stato tutta, non avete abbandonato né me né la mia famiglia. In effetti siamo una famiglia, forse la più bella famiglia che esista, e io sono onorato di farne parte e di poter indossare ogni giorno quella stupenda divisa che rappresenta migliaia di valori in due semplici colori”. Dopo una serie di ringraziamenti ai colleghi, alla famiglia, alla moglie, ai medici e tutto il personale sanitario che ha contribuito a salvargli la vita, Sannino si è rivolto al collega che quel giorno l’ha messo in macchina e portato all’ospedale. “Ringrazio Andrea, il mio angelo, il mio fratello di giubba che senza perdere tempo e senza pensarci un secondo, mi ha preso dalla mia volante, mi ha messo nella sua e come se avesse un F17 mi ha portato al Policlinico Casilino dopo neanche 5 minuti. Sei il vero eroe di questa storia, il mio eroe”.